LA NORMATIVA

Per trasferirsi in Portogallo in modo informato, consigliamo di leggere questa pagina, al fine di essere pienamente edotti anche sulla normativa che regola il trasferimento all’estero. Di seguito infatti approfondiamo gli aspetti riguardanti la residenza fiscale e che cosa comporta essere iscritti all’AIRE.

La disciplina cardine è da rintracciarsi all’Art.2 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, meglio conosciuto come Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il quale prevede, nel caso di specie, i requisiti per i soggetti imponibili nello stato italiano:

“Soggetti passivi dell’imposta sono le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato”.

“Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile […]”.

Dalla lettura dell’articolo, ricaviamo dunque quali requisiti deve possedere e mantenere un soggetto residente fiscalmente all’estero, avvertendo che sarà considerato sufficiente il verificarsi di uno dei presupposti di cui sopra per essere considerati “soggetti passivi d’imposta” e tenuti al pagamento del tributo in Italia.

Parimenti invece, per essere considerati imponibili fiscalmente all’estero, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

> Il soggetto deve essere cancellato per la maggior parte del periodo d’imposta dall’Anagrafe della popolazione residente in Italia (ANPR);
> Non deve avere per il maggior periodo d’imposta il domicilio, inteso come luogo in cui una persona ha posto la sede principale dei propri interessi o affari;
> Per il maggior periodo d’imposta non deve dimorare in Italia.

Soddisfatti tali requisiti, i soggetti fiscalmente residenti in Portogallo, sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti. Nell’anno successivo al trasferimento, bisognerà provvedere alla dichiarazione dei redditi in Portogallo.

REGIME DEI
RESIDENTI NON ABITUALI IN PORTOGALLO:
IMPOSTA IO% SULLE PENSIONI

IL REGIME RNH

Con lo scopo di attirare professionisti e pensioni da fonte estera in Portogallo, a settembre 2009, in piena crisi economica, è stato approvato con decreto legge n°249/2009 il Codice fiscale d’investimento che ha dato origine al Regime dei Residenti Non Abituali (RNH), i quali possono usufruire di un’imposizione fiscale agevolata (ad esempio i pensionati).

I REQUISITI

Possono richiedere l’iscrizione al regime dei Residenti Non Abituali, particolari categorie di soggetti che nell’anno in cui ne richiedono l’applicazione, siano considerati residenti fiscalmente in Portogallo in accordo al comma n°1, dell’Art. 16 del Codigo do Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Singulares.

Sono considerati residenti in Portogallo:

i soggetti passivi che possono dimostrare di aver trascorso in Portogallo più di 183 giorni, consecutivi o interpolati, nell’arco dei 12 mesi;

• nel caso di permanenza inferiore, dispongano alla data del 31 dicembre dell’anno di riferimento, di un’abitazione comprata o in affitto, a condizione che facciano presupporre l’intenzione di mantenerla e occuparla come residenza abituale ed in modo stabile.

Inoltre, è necessario che il contribuente che richiede l’iscrizione come RNH non sia stato residente in territorio portoghese in nessuno dei precedenti cinque anni rispetto all’anno in cui si desidera aderire al regime.

Il trasferimento di residenza sul territorio portoghese non implica un’automatica adesione al più conveniente ed attrattivo regime dei Residenti Non Abituali (RNH), ma si rende necessario presentare un’opportuna richiesta entro il 31 marzo dell’anno successivo al trasferimento della residenza in Portogallo. È possibile godere di una tassazione agevolata per un periodo massimo di 10 anni, non prorogabili.

I SOGGETTI

Fatta questa dovuta premessa, vediamo sinteticamente quali sono le categorie privilegiate dal codice d’investimento portoghese:

• i beneficiari di pensione estera (dove per “estera”, si intende non erogata da ente previdenziale portoghese, o da un ente che abbia una stabile organizzazione in territorio portoghese), a cui si applica un’imposta del 10% sugli emolumenti da pensione lordi. Il pagamento di un’imposta pari al 10% in Portogallo è frutto di una proposta del partito socialista presentata al parlamento solamente nel gennaio 2020, approvata dall’Assembleia da Republica ed entrata in vigore con la legge 2/2020 del 31 marzo 2020, con affetti a partire dal primo aprile 2020. In precedenza e prima dell’introduzione della modifica al regime RNH, per i titolari di pensione italiana, il combinato disposto dalla Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Portoghese per evitare le doppie imposizioni e prevenire l’evasione fiscale – de facto – dava luogo ad un fenomeno singolare di “doppia esenzione”. La disciplina di maggior favore, tuttavia, non si applica ai titolari di pensione maturata lavorando per lo “Stato o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale”, ovvero, la categoria degli ex dipendenti dell’amministrazione pubblica. Scopri perchè gli ex INPDAP in Portogallo non possono godere dei benefici fiscali.

• coloro che sono assoggettati ad un prelievo di imposta pari al 20% dei rendimenti lordi da lavoro, dipendente o autonomo prodotti in Portogallo, ad elevato valore scientifico, tecnico o artistico. Per esempio, medici, architetti, programmatori informatici, consulente informatici, professori, ingegneri consulenti fiscali, investitori, amministratori e gestori, quadri superiori imprese, artisti, musicisti e pittori.

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