EX INPDAP IN PORTOGALLO: PERCHÈ NON POSSONO GODERE DEI BENEFICI FISCALI

ex inpdap in Portogallo

Oggi vi parleremo dal punto di vista tecnico di uno degli argomenti più discussi sul web e che ha dato qualche grattacapo interpretativo, ovvero perché gli ex INPDAP in Portogallo non possono godere dei benefici fiscali riservati ai pensionati di diritto privato.

Non di rado ci vengono poste delle domande di questo tenore:

“Sono un ex vigile del fuoco in pensione, posso trasferirmi in Portogallo?
“Sono un ex appartenente alle forze dell’ordine posso godere dei benefici fiscali in Portogallo?”
“Sono un ex insegnante di matematica in pensione, conviene il trasferimento in Portogallo?”

L’Italia ha stipulato con numerosi Paesi esteri tra cui anche il Portogallo, convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio. Le stesse stabiliscono come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolamentando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito. Tali accordi prevedono, a seconda delle tipologie interessate, la possibilità che entrambi gli Stati prelevino un’imposta sullo stesso reddito (tassazione concorrente) oppure talvolta la tassazione esclusiva da parte di uno Stato. Scopo della Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Portoghese è evitare che il contribuente venga assoggettato più volte al pagamento di un’imposta per la medesima manifestazione di reddito.

Per i titolari di pensione italiana, maturata nel privato, ossia, non lavorando alle dipendenze della pubblica amministrazione, la normativa portoghese prevede un regime favorevole per coloro i quali decidono di trasferirsi in Portogallo. Infatti, è possibile richiedere al proprio ente previdenziale italiano l’erogazione della pensione lorda in Portogallo e in quest’ultimo Paese pagare un’imposta del 10%. Non male, vero?

Per quest’ultimi è applicabile l’Art. 18 della già citata Convenzione che prevede una tassazione esclusiva nel paese in cui il soggetto ha trasferito la propria residenza, che recita:

“Le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.”

Per il lettore più attento, adesso, la domanda sorgerà spontanea: e per gli ex INPDAP in Portogallo che hanno lavorato nella pubblica amministrazione? Per costoro, la norma di riferimento applicabile è da rintracciarsi nel combinato disposto dagli art. 18 e 19 della Convenzione.di non doppia imposizione.

Infatti, mentre il primo recita “fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19”, quest’ultimo perentoriamente stabilisce che:

“Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica od amministrativa, o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato.”

Pertanto, in virtù della lettura del testo sovranazionale è possibile fornire una risposta: è sempre possibile trasferire la propria residenza o eleggere il proprio domicilio in Portogallo, tuttavia i soggetti titolari di pensione maturate alle dipendenze della pubblica amministrazione (ex INPDAP in Portogallo) saranno comunque tenuti al pagamento delle imposte in Italia.

Esistono poi dei casi limite di contribuenti che hanno lavorato alle dipendenze della pubblica amministrazione ma poi, o hanno cambiato posto o di lavoro, oppure l’ente pubblico per cui prestavano la propria attività lavorativa è stato privatizzato. Alcuni esempi? Gli ex appartenenti alla Ferrovie dello Stato, i dipendenti di Poste, o ancora medici ospedalieri che hanno lavorato anche in studi privati.

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Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Giuseppe

    È una inaccettabile disparità di trattamento tra i pensionati del settore privato e quelli del settore pubblico.
    Ma mi chiedo perché lo stato portoghese ha accettato questa parte della convenzione?
    Ogni cittadino italiano che sia pensionato pubblico o privato se fossero alla pari, trattati come accade attualmente ai pensionati privati, porterebbe più introiti di denaro attraverso la tassazione, rispetto alla situazione attuale.
    Si pensi al mio caso, dipendente del settore pubblico, decido comunque di trasferirmi in Portogallo, ma pago le imposte e quindi in parte anche il sistema sanitario italiano, di cui non fruisco i servizi, perché vivendo in Portogallo ovviamente fruirsi del servizio sanitario di quel paese, di cui diventerei cittadino residente a tutti gli effetti.
    Ma, pagherei le imposte da pensionato per contribuire al mantenimento delle attività statali, fra le quali, il servizio sanitario, di altro paese!
    Se c’è qualche falla nella esposizione, prego qualcuno mi spieghi.
    Se la situazione prospettata sopra, nel caso dei pensionati pubblici, è quanto accade qual è la convenienza per lo stato portoghese ad attuare tale disparità di trattamento? Chiedo perché davvero non riesco a comprendere.

  2. Giuseppe

    Leggendo nelle altre pagine del sito, ho dato risposta a una parte di quanto detto in precedenza, in relazione al sistema sanitario che il cittadino trasferitosi fruirebbe in Portogallo e questo richiederebbe il rimborso del servizio allo stato italiano, perfetto. Ma con la tassazione della pensione di contribuisce a mantenere tutto un sistema sociale di cui non si fruisce più, l asciando l’Italia, si pensi a: strade, scuole, vari uffici pubblici, i servizi pubblici, tra cui sicurezza ecc. Con la tassazione delle nostre pensioni nel paese che ci accoglie si contribuirebbe al mantenimento di tutto, cosa che non avviene perché il pensionato pubblico contribuisce invece al mantenimento di uno stato in non vive più, se non forse per due otre settimane all’anno.

  3. Daniela

    È una cosa vergognosa come tante sono le cose vergognose fatte nel nostro paese

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