Malta Retirement Programme: le regole cambiano nel 2027
Dal 1° gennaio 2027 Malta ha un nuovo programma fiscale per i pensionati stranieri: imposta minima doppia rispetto al Malta Retirement Programme, soglie più alte sulla casa e una scadenza da segnare, il 31 dicembre 2026.
- Pubblicato il 15 ottobre 2026
- 6 minuti di lettura
Dal 2027 l’imposta minima del programma maltese per pensionati sale da 7.500 a 15.000 euro e le soglie sulla casa salgono. Per le domande entro il 31 dicembre 2026 valgono le regole attuali fino al 2031.
oggi 7.500 €; aliquota del 15% sul reddito estero
in acquisto, oppure affitto da 14.000 € l’anno
per entrare con le regole attuali
Un Relocation Expert valuta con te tempi, casa, residenza e sanità prima della scadenza di fine anno.
Prenota il colloquioIl 14 luglio 2026 Malta ha pubblicato in Gazzetta le Individual Tax Programme Rules, il regolamento L.N. 195 del 2026. Dal 1° gennaio 2027 il nuovo programma prevede quattro categorie, tra cui una per i pensionati, con requisiti più alti di quelli del Malta Retirement Programme scelto finora da molti pensionati europei.
Per un pensionato italiano cambiano tre cose: quanto si paga come minimo, quanto deve valere la casa e quanto tempo resta per entrare con le regole di oggi. Resta invece uguale la parte che decide quasi tutto, la Convenzione tra Italia e Malta.
Che cos’è il Malta Retirement Programme
Il Malta Retirement Programme è il regime fiscale che Malta riserva dal 2012 ai pensionati stranieri, disciplinato dalle Malta Retirement Programme Rules (S.L. 123.134). Chi ottiene lo status paga il 15% sul reddito estero portato a Malta, con un’imposta minima di 7.500 euro l’anno più 500 euro per ogni familiare a carico.
Il programma è aperto a chiunque non abbia la cittadinanza maltese, cittadini Ue compresi. Servono una casa acquistata o in affitto sopra le soglie di legge, una pensione che valga almeno il 75% del reddito imponibile e arrivi tutta a Malta, un’assicurazione sanitaria valida in tutta l’Unione europea e nessun domicilio a Malta.
Chi entra nel programma non può lavorare come dipendente e perde lo status se vive a Malta meno di 90 giorni l’anno, in media su cinque anni, o più di 183 giorni in un altro Paese. La domanda non si presenta da soli: passa da un mandatario registrato presso l’amministrazione fiscale maltese.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Il programma 2027 tiene l’aliquota del 15% sul reddito estero portato a Malta, ma raddoppia l’imposta minima e alza le soglie sulla casa, ora uguali per Malta e Gozo. Chi ha comprato casa prima del 1° gennaio 2027 a un prezzo inferiore può vederla riconosciuta come immobile idoneo, secondo le linee guida che pubblicherà il Commissario per le tasse.
| Requisito | OggiMalta Retirement Programme | Dal 2027Individual Tax Programme |
|---|---|---|
| Aliquota | 15% sul reddito estero portato a Malta | 15% sul reddito estero portato a Malta |
| Imposta minima annua | 7.500 €, più 500 € per ogni familiare a carico | 15.000 € |
| Casa in acquisto | Da 275.000 € (220.000 € a Gozo e nel Sud) | Da 700.000 €, a Malta e a Gozo |
| Casa in affitto | Da 9.600 € l’anno (8.750 € a Gozo e nel Sud) | Da 14.000 € l’anno |
| Diritti di domanda | 2.500 € | 8.500 €, più 2.500 € a ogni rinnovo quinquennale |
| Presenza a Malta | Almeno 90 giorni l’anno, in media su cinque anni | Nessun minimo |
| Lingua | Nessun requisito | Saper comunicare in inglese o in maltese |
| Altri redditi | Tassati al 35% | Tassati al 35% |
Restano i requisiti di fondo: pensione pari ad almeno il 75% del reddito imponibile e ricevuta tutta a Malta, polizza sanitaria valida in tutta l’Ue, nessun domicilio a Malta. Lo status decade se si passano più di 183 giorni in un altro Paese.

Come viene tassata la pensione italiana a Malta?
La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Malta, ratificata con la legge 304 del 1983 e modificata dal Protocollo del 2009, assegna la pensione privata allo Stato di residenza (articolo 18). La pensione INPS di un ex dipendente privato residente a Malta si tassa quindi a Malta.
C’è però una clausola che le guide italiane trascurano. Malta tassa i residenti non domiciliati solo sul reddito estero rimesso nell’isola, e l’articolo 2, paragrafo 5, della Convenzione stabilisce che in questo caso l’esenzione italiana vale solo per la parte di reddito rimessa o ricevuta a Malta. La pensione lasciata su un conto italiano può restare tassabile in Italia.
La soluzione: la pensione va accreditata direttamente su un conto maltese, come chiede del resto il programma, e conviene conservare ogni anno la prova degli accrediti.
Pensionati ex INPDAP a Malta
Per gli ex dipendenti pubblici il discorso cambia. L’articolo 19, paragrafo 2, della Convenzione riserva le pensioni pubbliche all’Italia, salvo che il pensionato sia residente a Malta e ne abbia anche la cittadinanza. La pensione ex INPDAP continua a essere tassata in Italia con l’IRPEF, anche dopo il trasferimento.
Il programma al 15% non porta quindi vantaggi su questa pensione. Malta può restare una scelta di vita, per clima, lingua inglese e voli brevi, ma non una scelta fiscale per chi ha soltanto una pensione pubblica.
Per chi conviene davvero il programma
L’imposta minima cambia la natura del programma. Il 15% si applica al reddito estero portato a Malta, ma dal 2027 non si pagano mai meno di 15.000 euro, cioè il 15% esatto di una pensione di 100.000 euro. Sotto questa cifra l’aliquota effettiva sale: con una pensione di 50.000 euro arriva al 30%.
Il programma 2027 parla quindi soprattutto a chi ha pensioni alte. Chi ha redditi più bassi può restare nel regime ordinario maltese, che per i residenti non domiciliati tassa solo il reddito estero portato a Malta, con aliquote progressive fino al 35%. Con almeno 35.000 euro di redditi esteri scatta però un’imposta minima di 5.000 euro l’anno.
Il confronto con l’Italia non si fa con le aliquote di tabella. Conta l’IRPEF pagata davvero nell’ultima dichiarazione, con addizionali e detrazioni. Chi si trasferisce perde le detrazioni per familiari a carico e spese sanitarie, e le rate di ristrutturazioni e mutuo si perdono se in Italia non resta imposta da cui scalarle: lo spieghiamo in detrazioni fiscali e trasferimento all’estero.
Pesano poi i costi fissi del programma: 8.500 euro di diritti, 2.500 euro a ogni rinnovo, il mandatario, la polizza sanitaria privata e una casa da 700.000 euro o un affitto da 14.000 euro l’anno. E due regole escludono chi ha altri redditi importanti: la pensione deve valere almeno il 75% del reddito imponibile, e i redditi che non godono del 15%, a partire da quelli prodotti a Malta, si tassano al 35%.
La soluzione: prima di scegliere la casa, conviene chiedere a un fiscalista un confronto sui numeri veri: l’ultima dichiarazione italiana, i redditi diversi dalla pensione e i costi del programma per tutti gli anni di permanenza.
Malta e gli altri Paesi dei pensionati: il confronto
Malta non è l’unico Paese europeo che attira pensionati con il fisco, ma le regole cambiano molto da un Paese all’altro e alcune sono ancora solo proposte. Ecco il quadro al 15 ottobre 2026.
| Paese | Cosa prevede per i pensionati | A che punto è |
|---|---|---|
| Malta | 15% sul reddito estero portato a Malta, con un’imposta minima di 15.000 € dal 2027 | In vigore dal 1° gennaio 2027 (L.N. 195/2026) |
| San Marino | 6% sulla pensione per 10 anni rinnovabili, con la residenza atipica per pensionati. Servono almeno 120.000 € di reddito lordo annuo e 300.000 € depositati in banche sammarinesi. I requisiti | In vigore; soglie alzate dalla legge 64/2025 |
| Grecia | 7% su tutti i redditi esteri per 15 anni, per chi non è stato residente in Grecia in 5 dei 6 anni precedenti. Scadenze e domanda | In vigore; domanda entro il 31 ottobre dell’anno di arrivo o del successivo |
| Portogallo | Il regime dei residenti non abituali è chiuso ai nuovi ingressi; l’IFICI non copre le pensioni, tassate con l’IRS ordinario. Cosa resta dell’RNH | Abrogato dal 1° gennaio 2024 (Lei 82/2023) |
| Croazia | Oggi l’imposta sulla pensione, anche estera, è ridotta del 50%. Il governo propone di eliminarla dal 2027 per le pensioni fino a 5.000 euro. La riforma | Proposta all’esame del Parlamento croato; non chiarisce ancora le pensioni estere |
| Albania | La legge sull’imposta sul reddito (29/2023) non disciplina le pensioni estere; la pensione privata INPS si tassa solo in Albania. Pro e contro | Progetto di legge del governo (10 aprile 2026) per esentare i redditi esteri: non ancora in vigore |
| Spagna | Nessun regime per pensionati: la pensione si tassa con l’IRPF progressivo. Il regime speciale per chi si trasferisce vale solo per chi lavora, fa impresa o ricerca | Nessuna agevolazione in arrivo |
| Turchia | Esenzione per 20 anni dei redditi esteri, per chi non ha avuto domicilio in Turchia nei 3 anni precedenti. Requisiti | In vigore dal 2026 (legge 7582) |
Con il minimo maltese a 15.000 euro, San Marino diventa un’alternativa da valutare per chi ha una pensione alta: il 6% su 120.000 euro sono 7.200 euro l’anno. In cambio servono 300.000 euro fermi in una banca sammarinese, e fino al consolidamento della residenza la sanità è interamente a carico del pensionato.
In Grecia, in Portogallo, in Albania, a San Marino e a Malta la pensione ex INPDAP resta tassata in Italia, salvo il caso della doppia cittadinanza. I regimi agevolati riguardano quindi soprattutto le pensioni private INPS.
Entro il 31 dicembre 2026
Il regolamento 2027 stabilisce che gli status concessi entro il 31 dicembre 2026, comprese le domande ricevute entro quella data, continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre 2031. Per come è scritta la norma, secondo la nostra lettura, chi entra con le regole attuali mantiene fino al 2031 l’imposta minima di 7.500 euro e le soglie immobiliari di oggi.
La domanda non si presenta da soli: passa da un mandatario autorizzato e registrato presso l’amministrazione fiscale maltese, e richiede contratto d’acquisto o d’affitto, polizza sanitaria e documenti della pensione. Due mesi e mezzo sono pochi se la casa non è ancora scelta.

Residenza fiscale: 183 giorni e AIRE
Lo status maltese non basta a chiudere i conti con il fisco italiano. Per l’articolo 2 del TUIR, riformato dal decreto legislativo 209 del 2023, resta residente in Italia chi vi ha il domicilio, cioè le relazioni personali e familiari principali, o vi trascorre la maggior parte dell’anno, contando anche le frazioni di giorno. L’iscrizione all’AIRE è obbligatoria ma da sola non prova il trasferimento. Dal 1° gennaio 2027 la regola non cambia, ma cambia indirizzo: passa all’articolo 2 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 117 del 2026).
Malta è uscita dalla black list italiana delle persone fisiche con il decreto ministeriale del 27 luglio 2010: per chi si trasferisce non scatta l’inversione dell’onere della prova. Le verifiche sulla residenza effettiva, però, restano possibili, come mostrano i casi recenti su Cipro.
Non solo pensionati
Il programma 2027 non riguarda solo i pensionati. Per i cittadini Ue e per gli altri residenti con redditi esteri l’imposta minima è di 35.000 euro l’anno, con le stesse soglie sulla casa: è pensato per redditi alti. Lavoratori dipendenti e autonomi che si trasferiscono a Malta seguono le aliquote ordinarie, fino al 35% oltre i 60.000 euro.
Il permesso per nomadi digitali, il Nomad Residence Permit, non serve ai cittadini italiani: come cittadini Ue possono vivere e lavorare a Malta con la libera circolazione.
Sanità e residenza
Malta è nell’Unione europea, quindi per la sanità pubblica vale il modello S1. Il pensionato italiano lo chiede prima della partenza all’ASL di ultima residenza, non all’INPS, e lo registra presso l’Entitlement Unit maltese, che rilascia il Certificate of Entitlement. Con questo documento si accede ai centri di salute e agli ospedali pubblici alle stesse condizioni dei residenti, con i costi a carico dell’Italia.
Il programma chiede comunque una polizza privata che copra tutti i rischi in tutta l’Unione europea, per il beneficiario e per i familiari. Con l’età il premio sale e le malattie già note possono restare escluse: la polizza va scelta leggendo le esclusioni, non solo il prezzo.
Con l’S1 la tessera sanitaria italiana non vale più. Nei rientri in Italia si usa il certificato sostitutivo della tessera europea rilasciato dall’ASL, che copre solo le cure medicalmente necessarie: l’Italia non dà ai pensionati residenti in un altro Paese Ue l’accesso pieno alle cure (Regolamento CE 883/2004, articolo 27 e allegato IV). Visite ed esami programmati in Italia si pagano, oppure vanno autorizzati con il modello S2.
La soluzione: chiedere l’S1 all’ASL prima di partire e scegliere una polizza che copra anche le cure programmate durante i soggiorni in Italia.
Per la residenza, il cittadino Ue che resta a Malta oltre tre mesi deve chiedere a Identità l’eResidence Document, dimostrando di esercitare il diritto di libera circolazione: per un pensionato significa essere economicamente autonomo, con risorse sufficienti e una copertura sanitaria.
- Dal 1° gennaio 2027 l’imposta minima del programma per pensionati sale a 15.000 euro.
- Le domande entro il 31 dicembre 2026 restano regolate dalle norme attuali fino al 2031.
- La pensione privata si tassa a Malta solo per la parte accreditata a Malta.
- La pensione ex INPDAP resta tassata in Italia.
Un Relocation Expert valuta con te tempi, casa, residenza e copertura sanitaria a Malta, e ti mette in contatto con i professionisti per la parte fiscale.
FAQ
Sì. Malta è nell’Unione europea e un cittadino italiano può entrare con il passaporto o con la carta d’identità valida per l’espatrio. Dal 3 agosto 2026 la vecchia carta d’identità cartacea non è più valida per viaggiare; è accettato il documento provvisorio rilasciato dal Comune in attesa della carta elettronica.
La residenza maltese si ottiene con casa, reddito e copertura sanitaria, ma per il fisco italiano conta dove si vive davvero. Chi mantiene in Italia casa, famiglia e interessi resta residente in Italia, anche se iscritto all’AIRE, e la pensione resta tassata qui.
Sì. Il programma riguarda il beneficiario e il suo nucleo: con le regole attuali l’imposta minima cresce di 500 euro per ogni familiare a carico. Per i coniugi Malta prevede anche aliquote ordinarie dedicate, con la fascia esente fino a 15.000 euro invece di 12.000.
No. Il regolamento 2027 stabilisce che gli status concessi entro il 31 dicembre 2026 continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre 2031, purché si rispettino i requisiti. Il testo non dice che cosa accadrà dopo quella data: è un punto da seguire.
Fonti consultate6 fonti ufficiali
Leggi, regolamenti e pagine istituzionali verificati dalla redazione per questo articolo.
- Individual Tax Programme Rules, L.N. 195/2026 (Government Gazette n. 21.686 del 14 luglio 2026)
- Malta Retirement Programme Rules, S.L. 123.134
- Income Tax Act, Cap. 123, artt. 4 e 56
- Convenzione Italia-Malta (L. 304/1983), artt. 2, 18 e 19
- Regolamento CE 883/2004, art. 27 e allegato IV (EUR-Lex)
- Governo croato, proposta di riforma fiscale (22 settembre 2026)
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