Albania e Unione europea: quando entra e cosa cambia per gli italiani
Il 13 ottobre Tirana ha chiuso il quarto capitolo negoziale su trentatré. Cosa cambia già oggi, cosa cambierà con l’adesione e cosa resterà uguale per chi vive in Albania.
- Pubblicato il 14 ottobre 2026
- 6 minuti di lettura
No: l’Albania è candidata dal 2014 e negozia dal 2022. Il 13 ottobre 2026 ha chiuso il quarto capitolo su trentatré. L’obiettivo è chiudere i negoziati nel 2027; l’adesione richiede poi le ratifiche dei 27 Stati.
i capitoli 20, 25, 26 e 30, al 13 ottobre 2026
ogni 180, con passaporto o carta d’identità elettronica
poi trattato di adesione e ratifiche dei 27 Stati
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Prenota il colloquioIl 13 ottobre 2026, alla decima conferenza di adesione tra Unione europea e Albania, è stato chiuso in via provvisoria il capitolo 20, quello sulla politica d’impresa e industriale. Con i capitoli 25, 26 e 30 chiusi a luglio, Tirana arriva a quattro capitoli chiusi su trentatré.
Per gli italiani che vivono a Tirana, Durazzo, Valona o Saranda la domanda è pratica: quando cambieranno soggiorno, sanità, bonifici e telefono? E cosa resterà uguale anche dopo l’adesione, a cominciare dalle tasse sulla pensione?
L’Albania fa parte dell’Unione europea?
No. L’Albania è un Paese candidato all’adesione dal giugno 2014. I negoziati sono iniziati il 19 luglio 2022 con la prima conferenza intergovernativa, e oggi tutti i 33 capitoli negoziali sono aperti. Per chi ci vive, quindi, oggi l’Albania resta un Paese extra Ue.
La chiusura di un capitolo è sempre provvisoria: nessun capitolo è chiuso davvero finché non si chiudono tutti e trentatré. Ogni capitolo corrisponde a un settore del diritto europeo che l’Albania deve recepire e applicare, dalla concorrenza agli appalti, dalla giustizia ai diritti fondamentali.

13 ottobre: chiuso il capitolo 20, ora sono quattro su trentatré
Il capitolo 20 riguarda le politiche per le imprese e l’industria. Si aggiunge ai tre chiusi il 14 luglio 2026: scienza e ricerca (25), istruzione e cultura (26), relazioni esterne (30). Sono capitoli considerati meno complessi: i più difficili, come stato di diritto, giustizia e lotta alla corruzione, restano aperti.
Il confronto con il Montenegro aiuta a misurare la distanza. Il giorno prima, il 12 ottobre, Podgorica ha chiuso i capitoli 17, 18 e 19 ed è salita a 21 capitoli chiusi su 33. Il Montenegro negozia dal 2012, dieci anni prima dell’Albania, e punta a chiudere i negoziati entro la fine del 2026.
Quando entra l’Albania nell’Unione europea?
Una data certa non c’è. Il governo albanese punta a chiudere i negoziati entro la fine del 2027, e la Commissione europea, nel pacchetto sull’allargamento del novembre 2025, ha giudicato l’obiettivo ambizioso ma alla portata. Il primo ministro Edi Rama indica il 2030 per l’ingresso, contando circa due anni per le ratifiche dei 27 parlamenti nazionali. Sono obiettivi politici, non scadenze giuridiche.
Dopo la chiusura dei negoziati servono il trattato di adesione, la firma e la ratifica di tutti i 27 Stati membri. Il precedente più vicino è la Croazia: un anno e mezzo tra la firma del trattato e l’ingresso, poi quasi dieci anni per entrare nell’euro e nell’area Schengen.
Soggiorno: cosa serve oggi e cosa cambierà
Oggi un cittadino italiano entra in Albania senza visto, con il passaporto o la carta d’identità elettronica (CIE), e può restare fino a 90 giorni ogni 180. Il documento deve avere almeno tre mesi di validità oltre la data prevista di rientro. Dal 30 luglio 2026 è accettato anche il documento provvisorio cartaceo che il Comune rilascia quando si chiede la CIE; la vecchia carta d’identità cartacea, invece, non è accettata.
Per restare oltre i 90 giorni la legge albanese sugli stranieri è cambiata. L’articolo 33/1 della legge 79/2021, aggiunto dalla legge 43 del 26 giugno 2025, stabilisce che il cittadino Ue non ha più bisogno del permesso di soggiorno se lavora, studia oppure ha risorse sufficienti per non pesare sull’assistenza sociale e una polizza sanitaria valida in Albania. Deve però registrarsi online presso la polizia di frontiera e migrazione entro tre mesi dall’arrivo, e riceve un certificato di registrazione; diventa residente temporaneo dopo l’iscrizione all’anagrafe del Comune in cui vive. Dopo cinque anni di residenza regolare matura il diritto di soggiorno permanente.
I criteri e i documenti per il certificato sono affidati a un decreto del Consiglio dei ministri, e la legge non fissa la soglia delle «risorse sufficienti». Finora, per il permesso di soggiorno dei pensionati, il decreto del Consiglio dei ministri n. 858 del 2021 chiedeva un certificato di pensione e un reddito da pensione di almeno 1.200.000 lek l’anno, circa 1.100 euro al mese al cambio ufficiale del 14 ottobre 2026: finché non esce il nuovo decreto, è il riferimento più prudente anche per la registrazione. Inoltre le indicazioni consolari italiane per chi viaggia, aggiornate al 31 luglio 2026, parlano ancora di permesso di soggiorno. Chi supera i 90 giorni senza un titolo rischia una multa di 50.000 lek, che sale a 100.000 lek se il ritardo supera un mese; chi non si registra rischia da 20.000 a 30.000 lek.
La soluzione: chi pensa di restare oltre tre mesi avvia la registrazione nel primo mese, non a ridosso dei 90 giorni, con contratto d’affitto registrato, polizza sanitaria valida in Albania e prova della pensione, e si fa confermare dalla polizia di frontiera e migrazione quale documento riceverà. Entro 90 giorni dal trasferimento si iscrive all’AIRE.
Con l’adesione queste regole diventerebbero diritto dell’Unione: si applicherebbe direttamente la direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione, con la tutela della Corte di giustizia europea, e sparirebbe il limite dei 90 giorni ogni 180 per i soggiorni brevi, come oggi in Italia, Croazia o Grecia.
Sanità: oggi niente modello S1
Finché l’Albania resta fuori dall’Unione, il regolamento europeo 883/2004 non si applica: niente tessera europea TEAM e niente modello S1 per i pensionati. L’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Albania, in vigore dal 1° luglio 2025, riguarda pensioni, indennità di malattia e maternità in denaro e disoccupazione, non le cure mediche.
Con l’adesione arriverebbe il modello S1: il pensionato italiano residente in Albania si iscriverebbe alla sanità pubblica albanese a carico dell’Italia, come avviene oggi in Croazia o in Portogallo. Fino ad allora la copertura resta a carico di chi si trasferisce. Per gli iscritti AIRE nei Paesi fuori da Ue ed EFTA la legge 111 del 2026 prevede l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale con un contributo di 2.000 euro l’anno; le modalità sono affidate a un decreto dei ministeri della Salute e dell’Economia, da adottare entro il 25 ottobre 2026, e finché non è pubblicato la tessera non si può chiedere.
La soluzione: una polizza sanitaria internazionale che copra ricovero e rimpatrio, e una casa a distanza ragionevole da un ospedale, da verificare prima di firmare l’affitto.
Pensione e tasse: l’adesione non cambia la Convenzione
L’Unione europea non armonizza le imposte sul reddito. Anche dopo l’adesione la pensione italiana continuerà a seguire la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Albania, ratificata con la legge 175 del 1998.

La regola resta quella di oggi. La pensione privata, per esempio quella INPS di un ex dipendente privato, si tassa soltanto nello Stato di residenza (articolo 18). La pensione pubblica degli ex dipendenti di Stato ed enti locali si tassa soltanto in Italia, salvo che il pensionato sia residente in Albania e ne abbia anche la cittadinanza (articolo 19).
Cosa cambierebbe è lo scambio di informazioni. Da Stato membro, l’Albania entrerebbe nello scambio automatico previsto dalla direttiva 2011/16/UE, che comprende anche le pensioni: le amministrazioni fiscali dei due Paesi riceverebbero ogni anno i dati delle pensioni pagate. Chi si trasferisce davvero non ha nulla da temere; chi ha solo la residenza sulla carta sì.
Lek, euro, bonifici e roaming
La moneta resta il lek. L’adozione dell’euro è un obbligo per ogni nuovo Stato membro, ma non scatta con l’adesione: arriva solo quando il Paese rispetta i criteri di convergenza, e oggi non ci sono date.
Sui bonifici il cambiamento è già avvenuto. L’Albania è entrata nell’area unica dei pagamenti in euro, la SEPA, e il primo bonifico SEPA è partito il 7 ottobre 2025: le banche albanesi che hanno aderito possono ricevere bonifici SEPA in euro da un conto italiano. Le commissioni, però, non sono quelle di un bonifico tra due Paesi Ue: conviene chiederle alla propria banca prima di spostare la pensione.
Sul telefono no. Il roaming a tariffa nazionale dell’Unione non si applica ancora. Il 4 giugno 2026 il Consiglio dell’Ue ha autorizzato la Commissione a negoziare l’estensione del «Roam like at home» ai sei Paesi dei Balcani occidentali, Albania compresa; prima di entrare nell’area ogni Paese deve allinearsi alle regole europee sul roaming. Una data non c’è.
La soluzione: una SIM albanese prepagata con un pacchetto dati mensile per l’uso quotidiano; prima di partire conviene controllare le condizioni del proprio operatore italiano per l’Albania, che fuori dall’Ue cambiano da contratto a contratto. Il numero italiano si tiene attivo per le notifiche della banca e dell’INPS.
- L’Albania non fa parte dell’Unione europea: al 13 ottobre 2026 ha chiuso 4 capitoli negoziali su 33.
- Oltre 90 giorni il cittadino Ue si registra online entro tre mesi dall’arrivo, con risorse sufficienti e polizza sanitaria valida in Albania (legge 43/2025).
- La Convenzione fiscale tra Italia e Albania resta valida anche dopo l’adesione.
- Prima dell’adesione niente modello S1: serve una polizza sanitaria.
Per chi valuta il trasferimento, la pagina Trasferirsi in Albania raccoglie i passaggi pratici, dal permesso alla casa.
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FAQ
No. L’ingresso nell’area Schengen richiede una decisione separata del Consiglio, presa solo dopo verifiche sui controlli alle frontiere esterne. La Croazia è entrata nell’Unione nel 2013 e in Schengen nel 2023: per dieci anni ai confini sono rimasti i controlli dei documenti.
Dal 1° luglio 2025 l’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Albania permette di sommare i periodi contributivi dei due Paesi per raggiungere il diritto alla pensione. Ciascun Paese paga la quota maturata nel proprio sistema. Con l’adesione l’accordo lascerebbe il posto al regolamento europeo 883/2004.
Sì, se si trasferisce per più di dodici mesi. L’iscrizione si chiede al consolato competente entro 90 giorni dal trasferimento. L’AIRE è un obbligo anagrafico: da sola non basta a dimostrare la residenza fiscale all’estero, che dipende anche da dove si trovano casa, interessi e relazioni familiari.
Perché l’Albania non fa parte dell’Unione europea. L’euro si adotta solo da Stato membro, e non subito: arriva quando il Paese rispetta i criteri di convergenza su inflazione, conti pubblici, tassi e cambio. Oggi la moneta è il lek, che non è convertibile fuori dall’Albania: i lek si cambiano e si spendono sul posto, e conviene non portarne indietro.
Fonti consultate6 fonti ufficiali
Leggi, regolamenti e pagine istituzionali verificati dalla redazione per questo articolo.
- Consiglio dell’Ue, 10ª conferenza di adesione con l’Albania, 13 ottobre 2026
- Delegazione Ue in Albania, pacchetto allargamento, 4 novembre 2025
- Legge albanese 79/2021 «Për të huajt», testo aggiornato con la legge 43/2025 (Polizia di Stato albanese), artt. 29, 33/1 e 141
- Decreto del Consiglio dei ministri albanese n. 858 del 29 dicembre 2021, testo aggiornato (Polizia di Stato albanese)
- Viaggiare Sicuri, Albania (31 luglio 2026)
- Legge 21 maggio 1998, n. 175, Convenzione Italia-Albania
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