MagazineAIRE e burocraziaSanità

Sanità per gli italiani all’estero: la tessera sanitaria AIRE a 2.000 euro l’anno

La legge 111/2026 apre il Servizio sanitario nazionale agli iscritti AIRE che vivono fuori da UE ed EFTA: chi può chiederla, quanto costa, cosa succede se non si paga e perché la domanda non si può ancora presentare.

La risposta in breve

Gli iscritti AIRE residenti fuori da UE ed EFTA possono avere la tessera sanitaria italiana pagando 2.000 euro l’anno. La legge 111/2026 è in vigore, ma la domanda richiede un decreto attuativo non ancora pubblicato.

Contributo annuo
2.000 €

Non frazionabile

In vigore dal
27/7/2026

Legge 12 giugno 2026, n. 111

Decreto attuativo
25/10/2026

Termine di legge per adottarlo

In questo articolo
Vivi fuori dall’Europa?

Un Relocation Expert valuta con te la copertura sanitaria più adatta al tuo trasferimento.

Prenota il colloquio

Dal 27 luglio 2026 è in vigore la Legge 12 giugno 2026, n. 111: gli italiani iscritti all’AIRE che vivono fuori dall’Unione europea e dai Paesi EFTA possono ottenere la tessera sanitaria nazionale versando un contributo di 2.000 euro l’anno. Per presentare la domanda serve però il decreto attuativo, che al 9 ottobre 2026 non risulta ancora pubblicato.

Cosa succede oggi agli iscritti AIRE?

Chi si trasferisce all’estero e si iscrive all’AIRE sa che il rapporto con il sistema sanitario italiano cambia: il quadro non coincide con quello del cittadino residente in Italia.

La nuova legge interviene su una categoria precisa di italiani all’estero: quelli residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Rientrano quindi, per esempio, chi vive negli Stati Uniti, in Argentina, in Australia, nel Regno Unito, in Albania, in Tunisia o a Panama.

Non riguarda chi vive in Francia, Germania, Spagna o in un altro Paese UE, né chi risiede in un Paese EFTA. Chi abita in questi Paesi, quando torna in Italia, usa la tessera europea (TEAM) rilasciata dal Paese di residenza; il pensionato che si trasferisce nell’UE porta con sé la copertura italiana con il modulo S1.

Perché il tema è così sentito

Per chi vive fuori dall’Italia, la sanità non è una questione astratta. Riguarda la possibilità di affrontare un rientro temporaneo con maggiore serenità, di programmare controlli, di capire come gestire visite, esami o cure non urgenti, e più in generale di sapere se esista ancora un ponte con il sistema pubblico italiano.

Molti italiani all’estero, soprattutto se hanno mantenuto legami forti con il Paese d’origine, vivono male questa frattura. La legge 111/2026 non ripristina automaticamente e gratuitamente l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale (SSN) per tutti: introduce un accesso a pagamento, con regole precise.

Cosa prevede la legge 111/2026?

La Legge 12 giugno 2026, n. 111, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026, garantisce l’assistenza sanitaria in Italia ai cittadini italiani regolarmente iscritti all’AIRE e residenti in Paesi extra UE e non EFTA, previo pagamento di un contributo annuale.

Il rilascio della tessera sanitaria nazionale, valida nel territorio italiano, è subordinato al versamento del contributo, e il possesso della tessera in corso di validità è la condizione per accedere alle prestazioni a carico del SSN. Non si tratta quindi di un ritorno automatico alla copertura ordinaria, né di una forma di gratuità estesa: l’accesso dipende dall’appartenenza alla categoria prevista e dal pagamento.

La legge non pone altri requisiti: età, reddito o tipo di pensione non contano.

Quanto costa la tessera sanitaria per gli iscritti AIRE?

L’articolo 2 della legge fissa il contributo in 2.000 euro l’anno, non frazionabile. La tessera vale per periodi annuali continuativi che decorrono dalla data di rilascio.

Duemila euro non sono una cifra simbolica: chi vive fuori dall’Europa valuterà la misura anche in termini di convenienza pratica, confrontandola con il costo di un’assicurazione sanitaria privata e con la frequenza dei rientri in Italia.

L’importo può essere adeguato ogni anno con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, tenendo conto del monitoraggio degli effetti della legge e della variazione ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Da ricordare
  • Il contributo è di 2.000 euro l’anno, non frazionabile, e si paga con i sistemi di pagamento elettronici verso la pubblica amministrazione (pagoPA).
  • La tessera vale solo in Italia: non copre le cure nel Paese in cui vivi.
  • I minorenni non pagano se almeno un genitore o il tutore ha la tessera valida.

Dove avviene l’iscrizione

La legge modifica l’articolo 19 della legge 833/1978, istitutiva del SSN. Gli iscritti AIRE residenti in Paesi extra UE e non EFTA sono iscritti presso l’azienda sanitaria locale del territorio che raccoglie le loro schede individuali oppure, in alternativa, presso l’ASL competente per il domicilio di soggiorno in Italia.

Il contributo si versa con gli strumenti di pagamento previsti dal Codice dell’amministrazione digitale e va direttamente al bilancio della Regione o della Provincia autonoma in cui si trova l’ASL. Quale ASL sia competente, dove presentare la domanda e con quali documenti lo stabilirà il decreto attuativo.

Minorenni, mancato pagamento e sospensione

I cittadini minorenni iscritti all’AIRE e residenti in Paesi extra UE e non EFTA sono esonerati dal contributo, purché almeno un genitore o il tutore legale abbia la tessera sanitaria nazionale in corso di validità. Il costo, quindi, non si moltiplica per ogni figlio minore.

Se il contributo annuale non viene versato, l’utente è sospeso dall’accesso alle prestazioni del SSN: in particolare non possono essere erogate a carico del SSN le prestazioni programmabili e non urgenti.

Per tornare attivi dopo una sospensione bisogna pagare il contributo dell’anno in corso e quelli dovuti per il periodo di sospensione, maggiorati degli interessi legali. La legge vuole evitare un uso intermittente del sistema, del tipo «entro quando mi serve e poi esco»: il modello è quello di un’adesione continuativa.

Quando si potrà fare la domanda?

La legge è in vigore dal 27 luglio 2026, ma non è ancora utilizzabile nella pratica. L’articolo 4 affida a un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, le modalità per accedere alle prestazioni, il procedimento amministrativo e il monitoraggio degli effetti. Il decreto va adottato entro novanta giorni dall’entrata in vigore, cioè entro il 25 ottobre 2026.

Al 9 ottobre 2026 il decreto non risulta pubblicato. Fino ad allora gli iscritti AIRE che vivono fuori da UE ed EFTA restano nel regime precedente: in Italia hanno diritto alle cure ospedaliere urgenti nei limiti del decreto ministeriale 1° febbraio 1996, e restano valide le convenzioni sanitarie bilaterali con i Paesi che le hanno firmate.

Per chi può avere senso

La misura merita attenzione per tre motivi. Il primo è politico: il Parlamento riconosce un problema reale nel rapporto tra italiani all’estero e sistema sanitario nazionale. Il secondo è giuridico: nasce una categoria nuova di utenti che, pur non residenti in Italia, accedono al SSN pagando un contributo annuale. Il terzo è pratico: chi vive fuori dall’Europa dovrà valutare se aderire.

Le situazioni in cui la tessera può avere senso sono diverse: pensionati che rientrano spesso in Italia, famiglie con figli minori, persone con una doppia presenza tra l’Italia e un Paese extra UE, italiani che vivono stabilmente lontano ma vogliono curarsi in Italia. La valutazione va fatta caso per caso, considerando anche le coperture già attive nel Paese di residenza.

Il tuo caso
Parla con un Relocation Expert

Se vivi all’estero o stai pensando di trasferirti, partiamo dalla tua situazione per capire quali passaggi pratici servono e quali professionisti coinvolgere.

Domande frequenti

FAQ

No. La legge 111/2026 riguarda solo gli iscritti AIRE residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’EFTA. Chi vive in un Paese UE, in Svizzera, Norvegia, Islanda o Liechtenstein resta nel sistema di coordinamento europeo: in Italia usa la tessera europea rilasciata dal Paese di residenza o il modulo S1.

Non ancora. La legge è in vigore dal 27 luglio 2026, ma le modalità di accesso, la procedura e l’ASL a cui rivolgersi saranno stabilite da un decreto del Ministro della Salute, da adottare entro il 25 ottobre 2026. Al 9 ottobre 2026 il decreto non risulta pubblicato.

Il mancato versamento comporta la sospensione dall’accesso alle prestazioni del SSN, in particolare da quelle programmabili e non urgenti. Per riattivare la tessera bisogna pagare il contributo dell’anno in corso e quelli del periodo di sospensione, con gli interessi legali.

No. La tessera sanitaria nazionale rilasciata con il contributo è valida nel territorio italiano: serve per curarsi in Italia durante i rientri. Nel Paese di residenza restano necessarie la copertura locale o un’assicurazione sanitaria privata.

Fonti consultate2 fonti ufficiali

Leggi, regolamenti e pagine istituzionali verificati dalla redazione per questo articolo.

Resta aggiornato: iscriviti alla nostra newsletter

Sei già residente all'estero, ma vuoi rimanere informato sulle tematiche che riguardano gli expat?
Vivi in Italia, ma stai pensando di trasferirti?
Iscriviti alla nostra newsletter: ti invieremo novità curiose, informazioni importanti o aggiornamenti sulle normative vigenti.

* Campo obbligatorio

Dal Magazine

Ultimi articoli

Tutti gli articoli →
Il faro e i bastioni all'ingresso del Grand Harbour di Malta

Malta Retirement Programme: le regole cambiano nel 2027

Dal 1° gennaio 2027 Malta ha un nuovo programma fiscale per i pensionati stranieri: imposta minima a 15.000 euro e soglie più alte sulla casa. Gli status concessi entro il 31 dicembre 2026 continuano ad applicarsi fino al 2031.

Resta aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità.

Resta aggiornato!

Iscriviti alla newsletter di Expatria: ti scriviamo quando cambiano le regole su fisco, pensioni all’estero e trasferimenti.

* Campo obbligatorio