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Zero tasse sulla pensione in Croazia: è tutto vero?

La proposta annunciata a dicembre 2025 dal governo croato e cosa significherebbe per i pensionati italiani.

La risposta in breve

A dicembre 2025 il governo croato ha annunciato di voler eliminare l’imposta sulle pensioni dei residenti, comprese quelle estere. Qui raccontiamo la proposta di allora; lo stato attuale della riforma è negli articoli aggiornati.

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Dicembre 2025

Pacchetto fiscale del governo croato

Pensioni pubbliche
Italia

Restano tassate in Italia per la convenzione

Aggiornamento
2027

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In questo articolo
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“La pensione non è reddito.”
Detto da un amico, può suonare come una battuta. Detto da un ministro delle Finanze, diventa una dichiarazione di rottura.

In Croazia, questa frase — pronunciata pubblicamente da Marko Primorac — ha riacceso un dibattito che tocca nervi scoperti anche da noi: chi ha lavorato una vita ha diritto di godersi ciò che ha guadagnato, senza sentirsi ogni mese in credito con lo Stato.

Se il progetto andasse avanti, il Paese che in meno di vent’anni è passato dalla guerra all’euro potrebbe diventare l’unico in Europa a non tassare affatto le pensioni, neppure quelle estere. Una rivoluzione silenziosa, ma radicale.

Aggiornamento

La proposta (vera) che agita mezza Europa

La notizia è stata riportata da testate croate autorevoli come Mirovina.hr e Poslovni Dnevnik: il governo Plenković ha inserito nel pacchetto fiscale 2026 l’ipotesi di eliminare del tutto l’imposta personale sulle pensioni.
Non una riduzione, ma l’abolizione secca.

Chi percepisce una pensione da 40.000 euro lordi annui e vive in Italia paga oggi circa 10.300 euro di IRPEF, al netto delle detrazioni per pensionati.
Trasferendosi in Croazia, con l’attuale normativa, l’imposta sul reddito scenderebbe a circa 6.700 euro, grazie a una deduzione personale generosa e a un sistema più semplice.

Ma se la riforma fiscale annunciata dal governo croato entrasse in vigore, quell’imposta scomparirebbe del tutto.

Risultato? Un pensionato italiano con reddito lordo da 40.000 euro risparmierebbe oltre 10.000 euro netti all’anno rispetto a chi resta in Italia. Non un incentivo teorico, ma una tredicesima piena in più, ogni anno, da vivere tra le colline istriane o in riva all’Adriatico.

Ma è per tutti? No, e va chiarito subito

Questa non è una flat tax generalista. Riguarderebbe solo chi è fiscalmente residente in Croazia e percepisce una pensione privata.
Chi riceve una pensione pubblica (es. ex-INPDAP, forze armate, scuola) continuerà a essere tassato in Italia, per effetto della convenzione bilaterale in vigore.

E no, non basta passarci l’estate o avere una casa in Croazia. Servono:

  • registrazione anagrafica,
  • iscrizione AIRE,
  • e almeno 183 giorni reali sul territorio.

Perché tutti ora guardano a est?

Nel giro di tre anni l’Europa ha bruciato quasi tutti i suoi paradisi fiscali per pensionati:

  • Il Portogallo ha chiuso il programma NHR.
  • La Grecia resta valida, ma con il 7% di imposta sostitutiva.
  • L’Albania è fiscalmente interessante, ma fuori da Schengen.
  • San Marino propone un 6% selettivo, ma per pensioni sopra i 120.000 euro.

E allora ecco la Croazia. Paese UE, con l’euro, dentro l’area Schengen, affacciata sul mare e con una storia — soprattutto in Istria — che parla anche italiano.

Se il testo arriverà davvero in Parlamento, ne parleremo con attenzione. Ma intanto la domanda si fa concreta:

Cosa faresti, se la tua pensione non venisse più tassata?

Vivere in Istria: il mare di casa, con metà tasse (o nessuna)

Se chiedi a chi ci vive, l’Istria non è solo una regione. È un ponte. Geografico, storico, linguistico.
È il pezzo di Croazia dove l’Italia non è mai del tutto finita: toponomastica bilingue, chiese romaniche, pasticcerie che vendono bignè alla crema e non solo fritule. E un rapporto con il tempo — e con la vita — che ricorda Trieste più che Zagabria.

È qui che molti pensionati italiani si sono trasferiti negli ultimi anni. Spinti da un costo della vita più contenuto, dal clima mite e — diciamolo — da una certa disillusione verso il sistema fiscale italiano.

Oggi un appartamento con terrazzo a Umago costa tra i 130.000 e i 170.000 euro. A Pola si trova anche a meno, se non cerchi il centro storico. Le spese di condominio sono basse, i servizi essenziali funzionano, e il sistema sanitario pubblico (accessibile col modello S1) regge bene, almeno nelle zone urbane.

Non è un’utopia. È un compromesso. Ma un compromesso vivibile.

Rovigno, Istria
Rovigno, in Istria: una delle località scelte dai pensionati italiani.

Non è (solo) questione di tasse

Togliere 600 euro di imposte all’anno può sembrare poco. Ma in realtà significa molto.

Significa meno burocrazia. Più stabilità nel calcolo della propria pensione netta.
Significa anche un segnale politico forte: sei benvenuto. Non sei un evasore in fuga. Sei un cittadino europeo che sceglie dove vivere la propria vecchiaia, e che non vuole essere trattato come un contribuente di serie B.

Questo cambio di paradigma — se accadrà davvero — potrà spingere altri Paesi a muoversi. Ma per ora, la Croazia è la prima ad averlo detto a voce alta.

La legge c’è? Sì, ed è già sul tavolo del Parlamento

Non siamo più nel campo delle ipotesi. La proposta di esenzione fiscale è stata formalmente depositata e risulta attualmente in discussione al Parlamento croato.
Non è un annuncio vago, né una fuga in avanti giornalistica: è parte di un pacchetto normativo che sarà discusso nei prossimi mesi, con l’obiettivo di entrare in vigore nel 2026.

Il testo parla chiaro: le pensioni, comprese quelle estere percepite da residenti fiscali croati, non sarebbero più soggette a tassazione sul reddito.

Serve cautela, ovviamente. Il percorso parlamentare non è breve, e le modifiche sono sempre possibili. Ma il principio — la pensione non è un reddito — non è più solo una dichiarazione politica: è una proposta di legge.

Ti avviseremo noi, al momento giusto

Quando — e se — il governo croato approverà la norma, ti invieremo una guida chiara, verificata e leggibile.
Senza sigle. Senza retorica. Solo strumenti per prendere delle decisioni informate.

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