La Pasqua ortodossa in Grecia: come si festeggia e le tradizioni culinarie

La Pasqua ortodossa in Grecia

Al contrario dei cristiani cattolici e protestanti che rispettano il calendario gregoriano, gli ortodossi invece seguono il calendario giuliano ed è per questa ragione che in Grecia, la Pasqua cade spesso in un giorno diverso dalla “nostra”.

Quest’anno la Pasqua ortodossa in Grecia si festeggia il 24 aprile e chi conosce a fondo questo meraviglioso Paese sa che questa festività è la più sacra di tutto l’anno e viene vissuta con grande attesa e fervore da tutto popolo greco.

Le preparazioni e le usanze, compresi i cibi tradizionali e le grandi feste, rimangono una parte importante della vita greca moderna. Soprattutto verso la fine della Settimana Santa, tra la Domenica delle Palme e la Pasqua, i preparativi trovano la loro massima espressione. Sebbene ogni regione possa avere le proprie usanze locali associate alla Pasqua ortodossa in Grecia, ci sono diverse tradizioni che vengono osservate da tutti.

Il Giovedì Santo (Megali Pempti)

Il Giovedì Santo, durante la settimana della Pasqua ortodossa in Grecia, è il giorno in cui si celebra l’Ultima Cena con i dodici Apostoli. In sua commemorazione, nelle case greche, fervono i preparativi per la risurrezione di Gesù Cristo. Secondo la tradizione infatti, è proprio in questo giorno che i greci preparano le pietanze tradizionali che verranno poi consumate la domenica di Pasqua: i biscotti pasquali, in greco “Koulourakia“, le uova sode, chiamate “Kokkina Avga”, tinte di colore rosso, a rappresentare il sangue di Gesù, ed i tipico pane pasquale “Tsoureki” caratterizzato da una forma a treccia che simboleggia la Santissima Trinità ed un uovo rosso al centro.

In passato, le superstizioni hanno dato vita ad usanze praticate ancora oggi. I greci usano per esempio posizionare il primo uovo rosso nell’iconostasi della casa (il luogo in cui vengono visualizzate le icone) per scongiurare il male. Altra usanza è la marcatura della testa e del dorso dei piccoli agnelli con la tintura rossa per proteggerli. La sera del Giovedì Santo, le funzioni religiose includono una rappresentazione simbolica della crocifissione e inizia il periodo del lutto. In molti villaggi e città, le donne siedono in chiesa per tutta la notte in segno di lutto.

Koulourakia
Koulourakia

Tsourgrisma: il gioco pasquale delle uova rosse

Un breve accenno merita questo simpatico gioco pasquale greco – chiamato “Tsourgrisma” appunto –  in cui i giocatori devono cercare di rompere il proprio uovo rosso contro quello dell’avversario.

In particolare, ogni giocatore picchietta leggermente l’estremità del suo uovo contro l’estremità dell’uovo dell’altro giocatore. Quando l’estremità di un uovo è rotta, la persona con l’uovo intatto usa la stessa estremità dell’uovo per cercare di rompere l’altra estremità dell’uovo dell’avversario. Quando un uovo viene rotto, si usa dire “Khristós anésti!” (Cristo è risorto), e in risposta, l’altra persona dice “Alithós anésti!” (Veramente è risorto), a simboleggiare l’uscita di Cristo dalla tomba. Queste esclamazioni vengono utilizzate anche durante il periodo pasquale per salutarsi o durante il rito liturgico del Sabato Santo.

Il giocatore che rompe con successo entrambe le estremità dell’uovo dell’avversario viene dichiarato vincitore e, si dice, avrà fortuna durante l’anno.

Dopo che il gioco è finito, le uova ovviamente non vengono sprecate, ma sbucciate, tagliate e servite con sale e aceto.

Come abbiamo già avuto modo di accennare, il colore rosso simboleggia il sangue e il sacrificio di Cristo sulla croce, mentre l’uovo stesso simboleggia la rinascita. Il primo uovo rosso che viene tinto è considerato l’uovo della Vergine Maria e viene conservato in casa per proteggersi dal malocchio fino all’anno successivo, quando un nuovo “primo uovo” viene colorato di rosso.

Tsoureki
Tsoureki

Il Venedì Santo (Megáli Paraskeví)

ll giorno più sacro della settimana è il Venerdì Santo (o Grande). È un giorno di lutto e non di lavoro. È anche l’unico giorno dell’anno in cui la Divina Liturgia non viene letta. Le bandiere sono appese a mezz’asta e le campane delle chiese suonano tutto il giorno con un tono lento.

Molte persone devote non cucinano il Venerdì Santo. Se lo fanno, i cibi tradizionali sono semplici e solo quelli che possono essere lessati in acqua (non olio) e conditi con aceto. Fagioli o zuppe come la tahinosoupa (una zuppa a base di tahini) sono abbastanza comuni. Tradizionalmente, donne e bambini portano fiori in chiesa per decorare l’Epitaffio (la bara simbolica di Cristo). È il giorno del servizio del lamento, che piange la morte di Cristo.

Il Sabato Santo (Megálo Sávvato)

Il Sabato Santo (o Grande), la Fiamma Eterna viene portata in Grecia da un jet militare e viene distribuita ai sacerdoti in attesa che la portino nelle loro chiese locali. L’evento è sempre trasmesso in televisione e se c’è una minaccia di maltempo o un ritardo, l’intero Paese rimane con il fiato sospeso finché la fiamma non arriva sana e salva.

La mattina del Sabato Santo iniziano i preparativi per la festa di Pasqua del giorno successivo. Vengono preparati ulteriori piatti che possono essere preparati in anticipo. Il tradizionale “Mayiritsa”, una zuppa che viene tradizionalmente mangiata solo una volta all’anno per interrompere il digiuno della Grande Quaresima. Il pasto principale di Pasqua (la domenica di Pasqua) è il prodotto della macellazione di un agnello o una capra; in rispetto dell’animale quindi, questa zuppa nasce per utilizzare le parti rimanenti in modo che nulla venga sprecato. Questa zuppa viene preparata il Sabato Santo e consumata dopo le funzioni religiose di mezzanotte. La zuppa viene messa a cuocere a fuoco lento prima di partire per la chiesa e consumata al rientro a casa.

La domenica di Pasqua

Dopo una devota e rigorosa settimana santa in attesa della Domenica, quando arriva il giorno di Pasqua, i greci mettono fine al digiuno, celebrando il cibo e appizzando le griglie insieme a familiari ed amici. L’agnello grigliato ed altri piatti a base di carne e prelibatezze pasquali greche come il Kokoretsi, composto da intestini di agnello o di capra avvolti attorno a frattaglie condite, comprese animelle, cuori, polmoni o rognoni e tipicamente grigliate, sono il leitmotiv di tutte le tavole greche.

Se desideri conoscere altre prelibatezze della tradizione greca, scopri quali sono i migliori piatti tipici greci.

Kokoretsi
Kokoretsi

A proposito di tradizioni pasquali, abbiamo assistito un nostro connazionale in pensione, Nicola Cifaldi, al trasferimento in Grecia: nel raccontarci la sua esperienza a Kalymnos, ci ha svelato una preziosa tradizione pasquale dell’isola che puoi scoprire di seguito cliccando su Trasferirsi a Kalymnos da pensionato: la testimonianza di Nicola

Buona Pasqua ortodossa!

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