Visto per nomadi digitali nelle Filippine: requisiti e come richiederlo
Un anno rinnovabile per chi lavora da remoto per clienti esteri: cosa prevede l’Executive Order 86, cosa manca ancora e che cosa significa per la residenza fiscale italiana.
- Pubblicato il 20 maggio 2025
- Aggiornato il 9 ottobre 2026
- 6 minuti di lettura
Dal 2025 le Filippine offrono un visto di un anno, rinnovabile, a chi lavora da remoto per clienti esteri. Procedura e Paesi ammessi vanno confermati con l’ambasciata; per il fisco italiano restano in black list.
Rinnovabile, ingressi multipli
Firmato il 24 aprile 2025
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Prenota il colloquioChe cos’è il visto per nomadi digitali nelle Filippine?
Il visto è stato istituito con l’Executive Order n. 86 firmato il 24 aprile 2025 ed entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale filippina (Official Gazette). È riservato a chi lavora da remoto esclusivamente per aziende o clienti fuori dalle Filippine e permette di restare nel Paese fino a un anno, con possibilità di rinnovo e ingressi multipli durante la validità.
Il decreto affidava al Dipartimento degli Affari Esteri (DFA) le linee guida attuative entro 30 giorni. Paesi ammessi, tariffe e tempi di esame vanno quindi verificati con l’Ambasciata delle Filippine a Roma prima di presentare la domanda.

Chi può chiedere il visto: i requisiti
L’Executive Order 86 fissa questi requisiti:
La cifra di 24.000 dollari l’anno, indicata nella prima versione di questo articolo e da molti siti, non compare nel decreto. Quanto alla reciprocità, non si tratta di «accordi specifici»: l’Italia prevede un visto per nomadi digitali e lavoratori da remoto aperto ai cittadini extra UE (art. 27, comma 1, lett. q-bis, del Testo unico immigrazione), filippini compresi, e le Filippine hanno un’ambasciata a Roma. Gli italiani dovrebbero quindi rientrare tra i Paesi ammessi: è una nostra lettura, da confermare con l’ambasciata.
Documenti da preparare per la domanda
In attesa delle istruzioni ufficiali, i documenti richiesti di norma per questo tipo di visto sono:
- passaporto con almeno sei mesi di validità residua;
- contratti, fatture o altre prove del lavoro da remoto per clienti o aziende estere;
- documenti che dimostrano il reddito (estratti conto, dichiarazioni dei redditi);
- polizza sanitaria valida per tutto il soggiorno;
- certificato penale recente, tradotto e legalizzato se richiesto.
Come si fa la domanda?
Il decreto prevede che la domanda si presenti alla sede diplomatica o consolare filippina competente, quindi per chi vive in Italia all’Ambasciata delle Filippine a Roma. Il portale eVisa Philippines è il canale online del DFA per i visti: prima di raccogliere i documenti conviene verificare con l’ambasciata se la domanda per questo visto passa da lì.

Voli dall’Italia alle Filippine
Non ci sono voli diretti tra Italia e Filippine: i collegamenti più comuni partono da Roma Fiumicino e Milano Malpensa con uno scalo, per esempio con Emirates via Dubai, Qatar Airways via Doha o Turkish Airlines via Istanbul. Gli aeroporti d’arrivo più usati sono il Ninoy Aquino International Airport di Manila e il Mactan-Cebu International Airport.
Tasse: che cosa cambia per un italiano?
L’Executive Order 86 non contiene regole fiscali: il trattamento del reddito estero dei titolari del visto dipende dalle regole generali filippine e da eventuali indicazioni future del Bureau of Internal Revenue.
Per un italiano il punto decisivo è un altro. Le Filippine sono nell’elenco del D.M. 4 maggio 1999 degli Stati a fiscalità privilegiata: chi si cancella dall’anagrafe italiana per trasferirsi lì è presunto residente fiscale in Italia, salvo prova contraria (art. 2 TUIR). In pratica, chi resta legato all’Italia per casa, famiglia o lavoro continua a pagare le tasse italiane su tutto il reddito, anche con il visto filippino.
La soluzione: prima di iscriversi all’AIRE, documentare il trasferimento effettivo (contratto d’affitto, utenze, conto locale, presenza fisica) e valutare con un fiscalista la prova contraria richiesta dalla presunzione.
Costo della vita e coworking
Le Filippine sono note per un costo della vita contenuto rispetto all’Italia. Nelle città principali ci sono molti spazi di coworking, per esempio Clock In e Acceler8 a Manila e The Company a Cebu. La qualità della connessione cambia molto da zona a zona.

Comunità locali, cultura e vita quotidiana
I nomadi digitali scelgono soprattutto Manila, Cebu, Siargao e Davao, dove ci sono comunità attive, eventi di networking, workshop e incontri che facilitano amicizie e collaborazioni. La vita nelle Filippine è segnata dalla grande ospitalità delle persone, da una natura spettacolare, tra spiagge tropicali e montagne verdi, e dall’ampia diffusione dell’inglese, che semplifica la vita quotidiana.
- Verificare la qualità della connessione internet prima di scegliere dove vivere.
- Informarsi sul clima, in particolare sulla stagione delle piogge e dei tifoni.
- Scegliere un’assicurazione sanitaria completa, che copra emergenze e rimpatrio.

Con il nuovo visto le Filippine possono diventare una base interessante per chi lavora in remoto, a patto di verificare con l’ambasciata procedura e requisiti e di gestire con attenzione la residenza fiscale italiana.
Se stai valutando di lavorare da remoto dall’estero, partiamo dalla tua situazione per capire quale visto è adatto e come gestire la residenza fiscale.
FAQ
Il visto è riservato ai cittadini di Paesi che offrono un visto per nomadi digitali ai filippini e dove le Filippine hanno una sede diplomatica. L’Italia ha un visto di questo tipo e le Filippine hanno un’ambasciata a Roma: l’ammissione degli italiani va comunque confermata dall’ambasciata.
L’Executive Order 86 chiede la prova di un reddito sufficiente prodotto fuori dalle Filippine, senza indicare una cifra. I 24.000 dollari l’anno citati da molti siti non compaiono nel decreto. Conviene preparare prove di reddito stabili e documentate.
No, il visto non cambia da solo la residenza fiscale. Le Filippine sono nella black list del D.M. 4 maggio 1999: chi si trasferisce lì cancellandosi dall’anagrafe è presunto residente in Italia, salvo prova contraria. Serve un trasferimento effettivo e documentato.
No. Il visto è riservato a chi lavora da remoto per datori di lavoro o clienti fuori dalle Filippine. Lavorare per un’azienda locale o avviare un’attività nel Paese richiede un altro tipo di visto e permesso di lavoro.
Fonti consultate4 fonti ufficiali
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