La tassazione delle criptovalute in Grecia

Scopo di questo articolo è offrire alcune informazioni a carattere fiscale sulla tassazione delle criptovalute in Grecia, valutarne la pressione fiscale ed evidenziare come, al netto di ulteriori vantaggi, la Grecia è uno dei migliori posti in cui vivere, anche se sei un trader!
Le criptovalute, o (crypto) - come scrivono in tanti - hanno ormai “invaso” la nostra quotidianità. Chi guarda la Tv, legge giornali, o ascolta la radio, avrà notato ormai decine e decine di sponsor di exchange che invitano i risparmiatori a guardare a nuove opportunità di trading ed investimento in crypto, ormai consapevoli di un’economia che guarda sempre al digitale.

In questo caso, le valute virtuali, in antitesi alle valute tradizionali avente corso legale ed emesse dalle Autorità Monetarie, sono l’esatto emblema del dematerializzato.
Gli investitori che hanno generato ingenti profitti dalle operazioni di trading in criptovalute come Bitcoin, Ethereum o assimilabili, sono spesso alla ricerca di Paesi in cui non si pagano tasse sulle criptovalute o meglio sulle plusvalenze generate da compravendita di criptovalute, come il caso del Portogallo, oppure Paesi in cui la tassazione delle criptovalute è minore, come il caso della Grecia.

tassazione delle criptovalute in Grecia

Introduzione

Le criptovalute sono ormai un elemento importante del sistema finanziario globale; nel corso degli anni, sia il valore complessivo delle valute virtuali in circolazione che la varietà dei diversi asset sono aumentati in modo esponenziale. I motivi del successo, essenzialmente, risiedono in una maggiore digitalizzazione del mondo dei pagamenti, uniti alla natura degli asset che – nella maggior parte dei casi – garantiscono l’anonimato all’acquirente. Inoltre, data l’alta volatilità del valore intrinseco e alla natura decentralizzata del prodotto, le valute virtuali sono state spesso associate alla possibilità di ottenere importanti plusvalenze dallo scambio di criptovalute, date dalla differenza tra il valore di acquisto e il valore di vendita.

In questo contesto, vista la particolarità dei prodotti e l’utilizzo non sempre in linea con i termini di legge, diversi Paesi – tra cui la Grecia – nutrono preoccupazioni non marginali in termini di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

In tale tele ottica, il legislatore greco ha recepito la quinta direttiva antiriciclaggio dell’UE novellando la legge 4734/2020 in base alla quale è stata introdotta un’ampia definizione di valute virtuali secondo cui le stesse sarebbero:

rappresentazione digitale del valore che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non è necessariamente collegata a una valuta legalmente stabilita e non possiede uno status giuridico di valuta o denaro, ma è accettata da persone fisiche o giuridiche come mezzo di scambio e che possono essere trasferite, archiviate e scambiate elettronicamente.”

Inoltre, la Legge 4734/2020 ha imposto in particolare:

  • L’obbligo in capo agli intermediari finanziari, bancari e non, di attuare le misure di adeguata verifica della clientela, soprattutto per ciò che concerne i clienti occasionali, i rapporti commerciali e i loro titolari effettivi;
  • L’obbligo di segnalare eventuali operazioni sospette alla Commissione Ellenica per i Mercati dei Capitali;
  • L’obbligo di adottare e attuare politiche interne antiriciclaggio adeguate.

Fermo restando l’implementazione delle misure di antiriciclaggio e di adeguata verifica della clientela, l’iniziativa del legislatore greco è stata quella di istituire un registro dei fornitori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute fiat e un registro dei fornitori di wallet digitali. Tuttavia, oltre alle piccole implementazioni già menzionate, il Parlamento ellenico, al momento in cui si scrive questo articolo, non ha ancora emesso alcuna disposizione normativa specifica in materia di tassazione delle criptovalute in Grecia.

Sebbene già nel 2019 l’AADE – l’Amministrazione Finanziaria ellenica – abbia dichiarato la sua intenzione di proporre la tassazione del reddito derivante dalle transazioni di criptovaluta come reddito da investimenti in strumenti finanziari, ad oggi, non si è ancora espressa chiaramente sul punto, lasciando aperti spiragli interpretativi e dubbi operativi in ordine alla tassazione delle criptovalute in Grecia.

Probabilmente, l’atteggiamento prudenziale rileverebbe in attesa di accogliere una più complessa e coordinata misura legislativa da adottare congiuntamente ad altri Paesi UE.

Come vengono tassate le criptovalute in Grecia?

Muovere delle previsioni in assenza di un dettato normativo in merito alla tassazione delle criptovalute in Grecia non è un terreno agevole sul quale muoversi, soprattutto tenuto in considerazione che ad oggi non esiste alcuna guida, né interpello, né elementi normativi sui quali basare l’analisi, se non le intenzioni manifestate dall’AADE, analizzate qualche riga più in alto.

Ciò premesso, per poter proseguire l’analisi dobbiamo distinguere due possibili manifestazioni di reddito generabili da operazioni su criptovalute:

  • reddito da attività di estrazione criptovalute (mining): pur non essendo disponibili dati normativi sul punto, né guide dell’Amministrazione Finanziaria, parere condiviso tra gli esperti fiscali e contabili è che l’eventuale reddito prodotto dall’estrazione di criptovalute e seguente cessione, debba essere assoggettato per analogia alla stregua di una qualsiasi produzione di prodotti, pertanto soggetto ad imposta sul reddito, ove applicabile, tenuto conto della eventuale deduzione dei costi di estrazione (mining). Il fenomeno, tuttavia, è poco noto e diffuso, almeno in Grecia, dato che le attività di mining – in funzione della grande potenza di calcolo necessaria ed il costo dell’elettricità – sono essenzialmente svolte presso altri Paesi, dove il costo dell’energia elettrica è inferiore.
  • Reddito da transazioni di cryptovalute (plusvalenze): a seguito della dichiarazione dell’AADE di voler assoggettare le manifestazioni di reddito derivanti dalle transazioni in criptovalute in analogia legis alla cessione di strumenti finanziari, alcuni fiscalisti ritengono che le criptovalute dovrebbero essere tassate in funzione dell’eventuali plusvalenze ottenute, ossia, la differenza tra il prezzo di acquisizione pagato dall’acquirente ed il prezzo di vendita ricevuto.

Pertanto, in sede di dichiarazione dei redditi in Grecia, le plusvalenze sarebbero tassate come segue:

  • per le persone fisiche ad un’aliquota del 15% ai sensi degli articoli 42 e 43 del codice greco dell’imposta sul reddito;
  • per le persone giuridiche come reddito d’impresa all’aliquota applicabile dell’imposta sul reddito delle società ai sensi degli articoli 47 e 58 del codice greco dell’imposta sul reddito.

Pertanto, per chi fa trading professionalmente o per diletto, sebbene la Grecia non possa essere annoverata come uno dei “Paradisi Fiscali” per chi fa trading con crypto, è sicuramente uno dei migliori Paesi in cui vivere, anche per i trader.

Se sei interessato al trasferimento in Grecia o al trasferimento in Portogallo e desideri ricevere maggiori informazioni senza impegno, puoi contattarci scrivendo una mail ad [email protected], compilando il modulo che trovi in questa pagina oppure chiamandoci al numero +39 0434 1697497.

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