Grecia: entro il 31 marzo la domanda per il regime fiscale al 7%
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La Grecia offre ai pensionati esteri un regime fiscale agevolato con tassazione al 7% sui redditi di fonte estera per un massimo di 15 anni. Per accedervi è necessario trasferire la residenza fiscale e presentare domanda entro il 31 marzo, rispettando requisiti specifici previsti dalla normativa ellenica.
- Grecia: la scadenza del 31 marzo per il regime fiscale al 7% sui pensionati esteri si avvicina
Negli ultimi anni la Grecia è diventata una delle destinazioni europee più osservate da chi, raggiunta la pensione, valuta la possibilità di trasferirsi all’estero.
Tra le ragioni principali c’è il regime fiscale introdotto dal governo greco nel 2020, pensato per attrarre pensionati provenienti da altri Paesi e caratterizzato da una tassazione sostitutiva pari al 7% sui redditi di fonte estera.
Non si tratta di una misura temporanea o sperimentale. Il regime è oggi stabilmente inserito nel sistema fiscale greco e continua a essere utilizzato da pensionati italiani ed europei che scelgono di trasferire la propria residenza fiscale nel Paese.
Tuttavia esiste una scadenza operativa molto precisa che ogni anno torna al centro dell’attenzione: il 31 marzo.
Entro questa data deve essere presentata la richiesta formale per accedere al regime fiscale agevolato per l’anno in corso. Per chi sta valutando seriamente un trasferimento in Grecia, quindi, i primi mesi dell’anno rappresentano il momento in cui la pianificazione diventa concreta.
Comprendere come funziona realmente il regime, quali sono i requisiti previsti dalla normativa ellenica e quali passaggi pratici sono necessari è fondamentale per evitare errori o decisioni basate su informazioni incomplete.
- Il regime fiscale al 7%: come funziona davvero
La misura è stata introdotta attraverso l’articolo 5B del Codice dell’Imposta sul Reddito greco (Greek Income Tax Code), con l’obiettivo di attrarre pensionati stranieri nel Paese.
Il principio è relativamente semplice.
Chi trasferisce la propria residenza fiscale in Grecia e percepisce una pensione dall’estero può optare per una tassazione sostitutiva del 7% sui redditi di fonte estera.
Il regime ha una durata massima di quindici anni.
Questo significa che, per tutto il periodo di validità dell’opzione, i redditi esteri del soggetto che ha aderito al regime vengono tassati con un’aliquota fissa del 7%, invece che con il sistema progressivo ordinario previsto dal sistema fiscale greco.
La normativa è stata chiarita e resa operativa attraverso una serie di atti dell’amministrazione fiscale ellenica, in particolare le circolari e le decisioni emanate dall’AADE (Independent Authority for Public Revenue), l’autorità fiscale greca.
Tra i documenti più citati dagli operatori del settore vi è la circolare E.2150/2021, che ha fornito chiarimenti applicativi sul regime e sulle modalità di accesso.
L’obiettivo della misura è evidente: attrarre nuovi residenti con redditi stabili provenienti dall’estero, incentivando al tempo stesso investimenti e spesa nel territorio greco.
- La scadenza del 31 marzo
Uno degli aspetti più importanti del regime riguarda la procedura di accesso.
Il beneficio non si applica automaticamente con il trasferimento della residenza.
È necessario presentare una domanda formale all’amministrazione fiscale greca entro il 31 marzo dell’anno per il quale si intende applicare il regime.
La richiesta viene presentata all’ufficio fiscale competente per i contribuenti che optano per i regimi di tassazione alternativa.
Una volta presentata l’istanza, l’amministrazione fiscale verifica il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Se la richiesta viene accolta, il contribuente può applicare l’imposta sostitutiva del 7% sui redditi esteri per l’intero periodo previsto dal regime.
Per questo motivo la scadenza di marzo rappresenta uno dei momenti chiave della pianificazione fiscale per chi sta valutando un trasferimento in Grecia.
- I requisiti previsti dalla normativa greca
Per accedere al regime fiscale al 7% è necessario soddisfare alcune condizioni specifiche.
La prima riguarda la provenienza della pensione.
Il regime è destinato a pensionati che percepiscono un reddito pensionistico da un Paese con cui la Grecia ha stipulato una convenzione contro le doppie imposizioni.
L’Italia rientra tra questi Paesi.
Un secondo requisito riguarda la residenza fiscale precedente.
Il contribuente non deve essere stato residente fiscale in Grecia per un determinato periodo negli anni precedenti alla richiesta di accesso al regime.
Infine è necessario trasferire effettivamente la residenza fiscale in Grecia
Questo implica non solo un cambio formale nei registri anagrafici o fiscali, ma anche il rispetto delle condizioni che determinano la residenza fiscale secondo la normativa locale.
In altre parole, non è sufficiente possedere una casa nel Paese o trascorrervi qualche mese all’anno.
Il trasferimento deve essere reale e coerente con i criteri previsti dalla legge.
Chi desidera approfondire il funzionamento generale del trasferimento fiscale può consultare anche la nostra guida completa su trasferirsi in Grecia e ottenere la residenza fiscale, dove analizziamo nel dettaglio i passaggi necessari.
- Il ruolo delle convenzioni contro la doppia imposizione
Uno degli aspetti più importanti quando si parla di pensioni e trasferimento all’estero riguarda le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
Questi accordi stabiliscono quale Stato ha il diritto di tassare determinati redditi quando una persona vive in un Paese diverso da quello che eroga il reddito.
Nel caso delle pensioni private, spesso la tassazione viene attribuita allo Stato di residenza.
Questo rende possibile, in determinate circostanze, applicare il regime fiscale previsto nel Paese in cui il pensionato decide di vivere.
Le pensioni pubbliche – come quelle degli ex inpdap – invece, seguono generalmente regole diverse e possono continuare a essere tassate nello Stato che le eroga.
Per questo motivo è sempre necessario analizzare la natura della pensione percepita prima di valutare un trasferimento fiscale.
- Cosa non promette il regime al 7%
Negli ultimi anni il regime fiscale greco è stato spesso presentato in modo semplificato, talvolta quasi come se fosse una soluzione automatica per ridurre la tassazione sulla pensione.
La realtà è più complessa.
Il regime al 7% non è un meccanismo automatico e non rappresenta un semplice espediente fiscale.
Per accedervi è necessario:
- trasferire realmente la residenza fiscale in Grecia
- rispettare i criteri previsti dalla normativa locale
- presentare una domanda formale entro i termini previsti
- mantenere nel tempo le condizioni che giustificano la residenza fiscale nel Paese
Inoltre il regime non modifica le regole previste dalle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione.
Questo significa che la tipologia di pensione percepita continua a essere un elemento determinante per comprendere come verrà tassato il reddito.

- Cosa succede se non vengono rispettate le condizioni
Un altro aspetto importante riguarda il mantenimento del regime nel tempo.
Secondo le indicazioni fornite dall’amministrazione fiscale greca, il contribuente che ha optato per il regime al 7% deve rispettare gli obblighi fiscali previsti dalla normativa.
Il mancato pagamento dell’imposta dovuta o il venir meno delle condizioni richieste può comportare la decadenza dal regime agevolato.
In tal caso il contribuente torna ad essere soggetto alla tassazione ordinaria prevista dal sistema fiscale greco, che si basa su aliquote progressive applicate al reddito complessivo.
Questo è uno dei motivi per cui la pianificazione del trasferimento deve essere affrontata con attenzione, valutando non solo il primo anno ma l’intero periodo di permanenza nel Paese.
- Non solo fiscalità: perché molti pensionati scelgono la Grecia
Il vantaggio fiscale è uno degli elementi che hanno contribuito a rendere la Grecia una destinazione interessante per i pensionati europei.
Ma non è l’unico.
Molti scelgono il Paese anche per altri fattori.
Il clima mediterraneo, la presenza di numerose località costiere e uno stile di vita spesso più rilassato rispetto a molte città del Nord Europa sono elementi che incidono nelle decisioni di chi si avvicina alla pensione.
Anche il costo della vita può risultare più contenuto rispetto ad altre destinazioni europee.
Atene e Salonicco offrono infrastrutture moderne e servizi sanitari adeguati, mentre molte zone costiere e alcune isole permettono di vivere a ritmi più tranquilli.
Chi sta valutando un trasferimento può trovare ulteriori informazioni nella nostra guida dedicata a vivere in Grecia da pensionato, dove analizziamo pro e contro delle principali aree del Paese.
- Il mercato immobiliare e l’interesse degli stranieri
L’interesse crescente da parte degli stranieri ha avuto effetti anche sul mercato immobiliare greco.
Negli ultimi anni molte località hanno registrato un aumento della domanda internazionale.
Per molti pensionati l’acquisto di una casa rappresenta una scelta naturale dopo il trasferimento.
Possedere un immobile nel Paese non è una condizione necessaria per accedere al regime fiscale al 7%, ma può facilitare la stabilità della permanenza e rendere più semplice dimostrare la presenza effettiva nel territorio.
Naturalmente anche in questo caso è importante comprendere le regole locali e i costi legati all’acquisto di immobili in Grecia.
- Pianificare il trasferimento con anticipo
La scadenza del 31 marzo spesso sorprende chi si avvicina per la prima volta al tema del trasferimento fiscale.
Molti iniziano a informarsi solo poche settimane prima della data limite, quando diventa difficile organizzare tutti i passaggi necessari.
In realtà un trasferimento internazionale richiede sempre un certo grado di pianificazione.
Tra gli aspetti da valutare vi sono:
- la posizione fiscale nel Paese di origine
- la tipologia di pensione percepita
- le regole di residenza fiscale
- la gestione di eventuali immobili o investimenti
- l’organizzazione della vita quotidiana nel nuovo Paese
Prendersi il tempo per analizzare questi elementi permette di evitare errori che potrebbero emergere solo dopo il trasferimento.
- Conclusione
Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 marzo, il regime fiscale greco al 7% per pensionati esteri torna ogni anno al centro dell’attenzione.
La misura continua a rappresentare uno degli strumenti con cui la Grecia cerca di attrarre nuovi residenti dall’estero, offrendo una tassazione agevolata sui redditi pensionistici provenienti da altri Paesi.
Per chi sta valutando seriamente un trasferimento, questo periodo dell’anno è spesso il momento in cui le decisioni iniziano a diventare concrete.
Informarsi per tempo, comprendere i requisiti previsti dalla normativa ellenica e pianificare con attenzione il trasferimento sono passaggi fondamentali per affrontare il processo in modo consapevole.
La Grecia rimane una delle destinazioni più osservate da chi desidera vivere all’estero durante la pensione.
La scadenza di marzo rappresenta semplicemente il momento in cui una scelta, fino a quel momento teorica, può trasformarsi in un progetto reale
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