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Sei tra coloro i quali desiderano trasferirsi in Grecia e hanno da qualche giorno sentito parlare di una possibile imposizione fiscale agevolata per i pensionati?
Se la risposta è affermativa, allora ti consigliamo vivamente di leggere questo articolo che fa proprio al caso tuo.
Non è nuovo il trend che vede i pensionati di tutta Europa e non di meno i pensionati italiani cercare una nuova linfa vitale fuori dai confini del proprio Paese. Molti dei nostri connazionali infatti da anni hanno deciso di trasferirsi in Grecia, trasferimento posto in essere ben prima dell’introduzione di invitanti agevolazioni fiscali.
A questo proposito citiamo ad esempio il Portogallo, che da questo punto di vista è stato forse il Paese più lungimirante ed attrattivo, avendo introdotto già nel lontano 2009 il regime dei Residenti Non Abituali che fino a qualche mese fa permetteva ai pensionati di diritto privato (sulla scorta dei dettami impartiti dalla Convenzione di non doppia imposizione tra Italia e Portogallo) di essere esenti dall’imposizione fiscale portoghese. Infatti, presumibilmente a causa delle pressioni diplomatiche di alcuni Paesi europei, il partito socialista lusitano ha spinto per una riforma del suddetto regime, proponendo l’introduzione di un’imposizione fiscale minima pari al 10%, divenuta legge il 01/04/2020.
I pensionati di diritto privato che intendono trasferirsi in Portogallo successivamente a questa data quindi saranno soggetti ad imposta: insomma, l’El Dorado portoghese termina, per dare spazio ad una nuova fiscalità agevolata, che permette il trasferimento in gran parte a coloro che possiedono delle pensioni medio alte. Va da se che chi subordina il trasferimento non solo all’aspetto economico, ma anche a quello personale, in termini di miglioramento della qualità della vita, sa che il Portogallo rimane comunque una tra le migliori destinazioni.
All’orizzonte però, nella partita internazionale alla più bassa imposizione fiscale, vediamo entrare un nuovo “giocatore” che non ci sta a restare in panchina: la Grecia.




Dopo la crisi bancaria che l’ha vista protagonista nel 2009 e le disastrose conseguenze riportate nel suo tessuto economico e sociale, 11 anni dopo è pronta per respirare di nuovo ed entra in gioco con il nuovo progetto di legge “Interventi fiscali per rafforzare il processo di sviluppo dell’economia greca […]”.
Parte della proposta è volta ad integrare la legge 4172/2013 ed introduce appunto al comma 2 la possibilità per la persona fisica residente in Grecia (criteri richiamati nell’articolo 1, comma 1 dello stesso progetto di legge) e per i redditi prodotti all’estero, di poter essere soggetta ad un’imposizione fiscale pari al 7%. Ben tre punti percentuali quindi in meno rispetto all’imposta portoghese. Analogamente al Portogallo, la suddetta imposta avrebbe validità per i successivi 10 anni dal trasferimento in Grecia.
Dopo la consultazione pubblica del progetto di legge, che ha visto un’accoglienza moderatamente positiva della proposta, in data 17/07/2020, la stessa è stata presentata al Parlamento ellenico il quale dovrà decidere se approvarla oppure rigettarla.
Al momento sbilanciarsi è prematuro, in ottica di sviluppo e crescita dell’economia greca, l’approvazione di questo progetto di legge (che presenta diverse proposte interessanti) porterebbe indubbiamente respiro ad un’economia provata, ma che lentamente sta riprendendo quota. Attrarre reddito infatti fa crescere la prosperità di un Paese, respingere reddito aumenta la prosperità degli altri Paesi, come il caso del Portogallo che ne ha tratto indubbi vantaggi, ma che ora si potrebbe veder affiancato da un nuovo concorrente, la Grecia.
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Ho un cane da compagnia
… Posso portarlo con me?
Mi interesserebbe grecia
Si può avere un prospetto di massima dei costi?
Grazie.
Buon pomeriggio Sig. Alberto, le abbiamo scritto una mail. A disposizione e buona serata. Staff Expatria.it