Il Certificato Verde Europeo: il lasciapassare per poter viaggiare in tutta Europa

Aggiornamento 30/04/2021
Non si chiamerà più Certificato Verde Digitale, ma Certificato Europeo Covid19 (in inglese EU Covid19 Certificate): lo hanno deciso i membri del Parlamento europeo durante la sessione plenaria di mercoledì 28 aprile 2021, per discutere la proposta della Commissione europea sull’ormai ex Certificato Verde Digitale ovvero il lasciapassare europeo per facilitare gli spostamenti all’interno degli Stati membri.
Quello che emerge di nuovo rispetto a quanto comunicato in precedenza, sono essenzialmente due aspetti:
NO A RESTRIZIONI AGGIUNTIVE PER I VIAGGIATORI: chi possiede il Certificato Europeo Covid19 non dovrà essere soggetto ad ulteriori restrizioni quali la quarantena, l’autoisolamento o l’obbligo di tampone.
TEST ANTICOVID GRATUITI: inoltre per ragioni economiche e per evitare la discriminazione contro chi non vuole o non è stato ancora vaccinato, il Parlamento vuole rendere gratuiti i test anticovid per i viaggiatori.
Non resta che attendere l’implementazione di questo nuovo strumento che l’UE vuole fortemente rendere disponibile prima dell’arrivo dell’estate.
Nella giornata di ieri – 17 marzo – la Commissione Europea ha proposto di creare un Certificato Verde Digitale per facilitare la libera circolazione all’interno dell’UE durante la pandemia COVID-19. Il Certificato Verde Digitale fungerà da prova che una persona è stata vaccinata contro COVID-19, ha ricevuto un risultato negativo del test o si è ripresa da COVID-19.
Sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo. Includerà un codice QR per garantire la sicurezza e l’autenticità del certificato.
La Commissione istituirà uno sportello per garantire che i certificati possano essere verificati in tutta l’UE e supporterà gli Stati membri nell’attuazione tecnica degli stessi.
Gli Stati membri restano responsabili di decidere a quali restrizioni di salute pubblica è possibile derogare per i viaggiatori, ma dovranno applicare tali deroghe allo stesso modo ai viaggiatori in possesso di un Certificato Verde Digitale.
Il commissario per la giustizia, Didier Reynders, ha dichiarato:
“Con il Certificato Verde Digitale, stiamo adottando un approccio europeo per garantire che i cittadini dell’UE e i loro familiari possano viaggiare in sicurezza e con restrizioni minime quest’estate. Il Certificato Verde Digitale non costituirà un prerequisito per la libera circolazione e non discriminerà in alcun modo. Un approccio comune dell’UE non solo ci aiuterà a ripristinare gradualmente la libera circolazione all’interno dell’UE ed evitare la frammentazione. È anche un’opportunità per influenzare gli standard globali e dare il buon esempio sulla base dei nostri valori europei come la protezione dei dati”.
Elementi chiave del regolamento proposto oggi dalla Commissione:
- CERTIFICATI ACCESSIBILI E SICURI PER TUTTI I CITTADINI DELL’UE
- Il certificato verde digitale coprirà tre tipi di certificati: certificati di vaccinazione, certificati di test (test NAAT/RT-PCR o test rapido antigienico) e certificati per persone che sono guarite da COVID-19.
- I certificati verranno emessi in formato digitale o cartaceo. Entrambi avranno un codice QR che contiene le informazioni chiave necessarie e una firma digitale per assicurarsi che il certificato sia autentico.
- La Commissione costruirà un gateway e sosterrà gli Stati membri nello sviluppo di software che le autorità possono utilizzare per verificare tutte le firme dei certificati in tutta l’UE. Nessun dato personale dei titolari del certificato passa attraverso lo sportello o viene conservato dallo Stato membro che effettua la verifica.
- I certificati saranno disponibili gratuitamente e nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di rilascio e in inglese.
2. NON-DISCRIMINAZIONE
- Tutte le persone, vaccinate e non vaccinate, dovrebbero beneficiare di un Certificato Verde Digitale quando viaggiano nell’UE. Per prevenire la discriminazione contro le persone che non sono state vaccinate, la Commissione propone di creare non solo un certificato di vaccinazione interoperabile, ma anche certificati di prova negativi e certificati per le persone che sono guarite da COVID-19.
- Stesso diritto per i viaggiatori con il Certificato Verde Digitale: laddove gli Stati membri accettano la prova della vaccinazione per rinunciare a determinate restrizioni di salute pubblica come i test o la quarantena, sarebbero tenuti ad accettare, alle stesse condizioni, i certificati di vaccinazione emessi in base al sistema del Certificato Verde Digitale. Questo obbligo sarebbe limitato ai vaccini che hanno ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio in tutta l’UE, ma gli Stati membri possono decidere di accettare altri vaccini in aggiunta.
- Notifica di altre misure: se uno Stato membro continua a richiedere ai titolari di un Certificato Verde Digitale di mettere in quarantena o di sottoporsi a test, deve informare la Commissione e tutti gli altri Stati membri e spiegare i motivi di tali misure.
3. SOLO INFORMAZIONI ESSENZIALI E DATI PERSONALI PROTETTI
- I certificati includeranno una serie limitata di informazioni come nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni rilevanti su vaccino/test/recupero e un identificatore univoco del certificato. Questi dati possono essere controllati solo per confermare e verificare l’autenticità e la validità degli stessi.
Il Certificato Verde Digitale sarà valido in tutti gli Stati membri dell’UE e anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Il Certificato Verde Digitale dovrebbe essere rilasciato ai cittadini dell’UE e ai loro familiari, indipendentemente dalla loro nazionalità. Dovrebbe essere rilasciato anche ai cittadini di paesi terzi che risiedono nell’UE e ai visitatori che hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri.
Il sistema del Certificato Verde Digitale è una misura temporanea. Verrà sospeso una volta che l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) dichiarerà la fine dell’emergenza sanitaria internazionale COVID-19.
Per essere pronta prima dell’estate, questa proposta necessita di una rapida adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.
Parallelamente, gli Stati membri devono garantire la tempestiva attuazione del Certificato Verde Digitale, la sua interoperabilità e il pieno rispetto della protezione dei dati personali. L’obiettivo è completare il lavoro tecnico e la proposta nei prossimi mesi.
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