Carta d’identità per italiani all’estero: cosa cambia nel 2026

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Per molti italiani che vivono all’estero, rinnovare un documento italiano non è mai una semplice formalità. Significa spesso fare i conti con appuntamenti consolari difficili da ottenere, dati AIRE da aggiornare, piattaforme diverse da consultare e tempi amministrativi che non sempre coincidono con le esigenze reali di chi vive tra due Paesi.

Nel 2026 questo tema diventa ancora più importante per due ragioni.

La prima: dal 1° giugno 2026 gli italiani iscritti all’AIRE potranno chiedere la Carta d’Identità Elettronica anche presso qualsiasi Comune italiano, non solo tramite il Consolato competente. La novità è prevista dall’articolo 5 della Legge 19 gennaio 2026, n. 11, che modifica l’articolo 22 del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, relativo alle carte d’identità rilasciate dagli uffici consolari.

La seconda: dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più utilizzabile, anche se sul documento è indicata una scadenza successiva. La Conferenza Stato-città, richiamando le indicazioni del Ministero dell’Interno, ha ricordato che da quella data le carte cartacee non potranno più essere usate e che la sostituzione con la CIE può essere richiesta anche prima della scadenza naturale del documento.

Per chi vive fuori dall’Italia, quindi, la domanda non è solo: “quando scade la mia carta?”. La domanda vera è: dove mi conviene rinnovarla, cosa devo controllare prima e come posso evitare di rimanere bloccato tra Consolato, Comune, AIRE e identità digitale?

La novità più concreta riguarda gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE.

Dal 1° giugno 2026, i cittadini italiani iscritti all’AIRE potranno presentare domanda di rilascio della Carta d’Identità Elettronica presso qualsiasi Comune italiano. Non solo il Comune di iscrizione AIRE, non solo il Comune di ultima residenza, non solo il Consolato. La norma parla espressamente della facoltà di presentare domanda presso qualsiasi Comune, secondo le modalità organizzative e tecniche stabilite dai Ministeri competenti.

Questo significa che un italiano residente a Parigi, Berlino, Lisbona, Londra o Buenos Aires, se iscritto AIRE e temporaneamente in Italia, potrà valutare di richiedere la CIE direttamente durante un rientro.

Attenzione però: questa novità non cancella il canale consolare. Per chi vive all’estero e non rientra in Italia, il Consolato resta il riferimento naturale. Il portale ufficiale della Carta d’Identità Elettronica conferma che i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE possono richiedere la CIE presso il Consolato di riferimento, secondo le modalità indicate dal Ministero degli Affari Esteri e dalla sede consolare competente.

La differenza è che, dal 1° giugno 2026, gli iscritti AIRE avranno una possibilità in più. Ed è una possibilità importante soprattutto per chi rientra spesso in Italia, vive lontano dalla sede consolare o ha difficoltà a trovare appuntamenti disponibili in tempi utili.

Non esiste una risposta unica. La scelta dipende da dove vivi, da quando devi rinnovare il documento e da quanto tempo hai a disposizione.

Se vivi stabilmente all’estero e non hai viaggi in Italia programmati, il canale più lineare resta il Consolato competente. In questo caso dovrai seguire le procedure indicate dalla sede consolare: verifica dell’iscrizione AIRE, codice fiscale validato, prenotazione dell’appuntamento, documentazione e successiva consegna della CIE.

Se invece hai già in programma un rientro in Italia dopo il 1° giugno 2026, può essere più pratico valutare il rilascio presso un Comune italiano. Non necessariamente il tuo Comune AIRE: la nuova norma consente la richiesta presso qualsiasi Comune.

La scelta più prudente è questa:

SituazioneCanale da valutare
Vivi all’estero e non torni in Italia a breveConsolato
Torni in Italia dopo il 1° giugno 2026Comune italiano
Hai una carta cartaceaMuoviti prima del 3 agosto 2026
Hai dati AIRE non aggiornatiPrima aggiorna la posizione
Hai bisogno della CIE anche come identità digitaleVerifica attivazione credenziali CIE

Il punto decisivo è non arrivare impreparati. La CIE non è solo una tessera da stampare: prima dell’emissione vengono controllati dati anagrafici, iscrizione AIRE, codice fiscale e, in alcuni casi, trascrizioni di stato civile.

Una delle domande più pratiche per chi vive all’estero è: da dove si parte davvero?

La risposta dipende dal canale scelto.

Per la CIE richiesta tramite Consolato, bisogna sempre verificare il sito della sede consolare competente, perché le modalità possono variare da Paese a Paese e da ufficio a ufficio. Il MAECI indica che la richiesta della carta d’identità elettronica deve essere presentata usando la piattaforma Prenota Online o il diverso canale messo a disposizione dall’Ufficio consolare di riferimento e consultabile sul relativo sito internet.

Nella pratica, molte sedi consolari utilizzano Prenot@mi, il portale del Ministero degli Affari Esteri per la prenotazione degli appuntamenti consolari. Il MAECI presenta Prenot@mi tra i propri portali per i servizi consolari e diverse sedi consolari specificano che l’utente deve registrarsi, scegliere il Consolato di riferimento e procedere alla prenotazione del servizio disponibile.

Questo però non significa che il lettore debba cercare una regola astratta valida ovunque. La regola operativa è più semplice: prima si entra nel sito del proprio Consolato, poi si segue il canale indicato da quella sede. In molti casi sarà Prenot@mi; in altri possono esserci agende dedicate, istruzioni particolari o finestre di prenotazione specifiche.

Fast It, invece, non va confuso con Prenot@mi. Fast It è il portale dei servizi consolari online dedicato ai cittadini italiani residenti all’estero. È utile soprattutto per le pratiche AIRE e anagrafiche consolari, come l’iscrizione all’AIRE o la comunicazione della variazione della propria residenza all’estero. Il portale dei servizi consolari indica, ad esempio, il servizio per comunicare la variazione della propria residenza se si è già iscritti all’AIRE.

Per la CIE, Fast It è quindi importante prima dell’appuntamento, non necessariamente per prenotarlo. È lo strumento da usare per tenere in ordine la posizione consolare e AIRE, aggiornare l’indirizzo estero o avviare le pratiche anagrafiche richieste dalla sede consolare competente.

Dal 1° giugno 2026, per gli iscritti AIRE si apre poi il canale dei Comuni italiani. In questo caso il riferimento è il sistema di prenotazione CIE del Ministero dell’Interno, quando disponibile per il Comune scelto. Il portale ufficiale della CIE indica infatti la piattaforma “Prenotazioni CIE” per prenotare l’appuntamento presso i Comuni che hanno attivato il servizio.

Anche qui serve cautela. Non tutti i Comuni gestiscono gli appuntamenti nello stesso modo: alcuni usano la piattaforma nazionale, altri possono prevedere agende comunali, sportelli su appuntamento o modalità indicate sul proprio sito istituzionale.

In sintesi:

StrumentoA cosa serveQuando usarlo
Fast ItIscrizione AIRE, cambio indirizzo, servizi anagrafici consolariPrima di chiedere la CIE, se i dati AIRE non sono aggiornati
Prenot@miPrenotazione appuntamenti presso molte sedi consolariPer chiedere la CIE tramite Consolato, se previsto dalla sede
Prenotazioni CIEPrenotazione appuntamenti CIE presso Comuni aderentiPer chiedere la CIE in Italia dal 1° giugno 2026
Sito del ComuneVerifica modalità locali, disponibilità e consegnaSempre, se si sceglie il canale comunale

La cosa da evitare è prenotare un viaggio in Italia dando per scontato che la CIE venga rilasciata immediatamente. La CIE non viene stampata allo sportello: viene prodotta centralmente e consegnata secondo le modalità previste.

La scadenza più urgente riguarda chi ha ancora una carta d’identità cartacea.

Dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea non sarà più valida, a prescindere dalla data riportata sul documento. In altre parole, anche una carta cartacea con scadenza successiva al 3 agosto 2026 diventerà inutilizzabile.

Questo passaggio è particolarmente delicato per gli italiani residenti all’estero. Chi vive in Italia può, in molti casi, organizzarsi più facilmente con il proprio Comune. Chi vive fuori, invece, deve fare i conti con tempi consolari, distanze, viaggi, disponibilità degli appuntamenti e possibili disallineamenti nei dati AIRE.

La sostituzione della carta cartacea con la CIE può essere richiesta anche prima della scadenza naturale del documento. La Conferenza Stato-città ha inoltre precisato che il passaggio dal documento cartaceo alla CIE non è considerato duplicato e non comporta l’applicazione del doppio dei diritti di segreteria.

Il consiglio pratico è semplice: chi ha ancora una carta d’identità cartacea non dovrebbe aspettare l’estate 2026. Agosto è un periodo complicato per uffici, appuntamenti e viaggi. Arrivare a ridosso della scadenza può significare trovarsi senza un documento valido proprio quando serve.

Prima di prenotare l’appuntamento, ci sono alcuni elementi da verificare.

Il primo è l’iscrizione AIRE. Per il rilascio tramite Consolato, il MAECI indica che la CIE può essere rilasciata esclusivamente ai cittadini italiani regolarmente residenti nella circoscrizione consolare, già registrati nello schedario consolare e con dati anagrafici presenti nella banca dati AIRE del Ministero dell’Interno, oggi integrata in ANPR.

Il secondo è il codice fiscale validato. Il Ministero degli Esteri precisa che, ai fini dell’emissione della CIE, è necessario possedere un codice fiscale validato. Se manca, il codice fiscale può essere attribuito o validato dall’Agenzia delle Entrate tramite l’Ufficio consolare prima del rilascio.

Il terzo riguarda i cittadini italiani nati all’estero. In questi casi, l’atto di nascita deve risultare già trascritto nei registri di Stato civile del Comune italiano di riferimento. Anche questo è un passaggio indicato dal MAECI.

Sono dettagli che spesso il cittadino scopre solo quando la pratica si blocca. Ma per chi vive all’estero un blocco amministrativo può costare settimane, se non mesi.

Per questo, prima ancora di chiedere “dove rinnovo la carta?”, conviene chiedersi:

  • sono correttamente iscritto AIRE?
  • il mio indirizzo estero è aggiornato?
  • il codice fiscale è corretto e validato?
  • il mio stato civile è aggiornato?
  • se sono nato all’estero, l’atto di nascita è stato trascritto in Italia?
  • ho ancora una carta cartacea?

Secondo le indicazioni del Ministero degli Esteri, all’appuntamento per la Carta d’Identità Elettronica il cittadino deve presentarsi con una fototessera conforme agli standard richiesti, un documento di riconoscimento e, in mancanza, due testimoni. Per i minori di 18 anni è necessario l’atto di assenso di entrambi i genitori.

Durante l’appuntamento vengono acquisiti foto, firma e impronte digitali, salvo per i minori di 12 anni. Il MAECI precisa che questi dati vengono registrati nel microchip della CIE e non depositati altrove.

Per i minori, il tema dell’assenso è spesso il punto più delicato, soprattutto quando i genitori vivono in Paesi diversi o non possono presentarsi insieme. Anche per questo è preferibile non gestire il rinnovo all’ultimo momento.

La validità della carta d’identità cambia in base all’età:

TitolareDurata
Minori sotto i 3 anni3 anni
Minori tra 3 e 18 anni5 anni
Maggiorenni10 anni

Queste durate sono indicate dal Ministero degli Esteri nella pagina dedicata alla carta d’identità per italiani all’estero.

Per il rilascio tramite Consolato, il MAECI indica un costo di 21,95 euro per primo rilascio o rinnovo e di 27,11 euro per duplicato in caso di furto o smarrimento. Il pagamento avviene secondo le modalità previste dall’Ufficio consolare competente.

Per il rilascio presso Comune italiano, invece, è opportuno verificare direttamente con il Comune scelto, perché possono applicarsi diritti fissi e di segreteria previsti per il rilascio della CIE.

Quanto ai tempi, il MAECI segnala che, per il rilascio consolare, dal momento della richiesta alla data fissata per l’appuntamento trascorrono almeno 15 giorni, necessari per consentire all’ufficio consolare di controllare i dati anagrafici, risolvere eventuali disallineamenti e verificare che non ci siano cause ostative al rilascio. Dopo l’invio in produzione, la CIE viene stampata e recapitata a mezzo posta presso l’indirizzo dichiarato, con tempi che possono variare in base al Paese di destinazione.

La Carta d’Identità Elettronica non è soltanto un documento fisico. È anche uno strumento di identità digitale.

Il portale ufficiale della CIE spiega che la carta permette di autenticarsi ai servizi online di enti e pubbliche amministrazioni che consentono l’accesso tramite “Entra con CIE”. L’accesso può avvenire con diversi livelli di sicurezza: i livelli 1 e 2 non richiedono la lettura fisica della carta, mentre il livello 3 prevede l’uso della carta tramite smartphone NFC o lettore compatibile.

Per chi vive all’estero, questo è un punto importante. La CIE può essere utilizzata per accedere a molti servizi online della Pubblica Amministrazione italiana, purché le credenziali siano state attivate correttamente e il servizio consenta l’accesso tramite CIE.

Questo non significa, però, che lo SPID venga automaticamente meno. SPID e CIE sono strumenti diversi che possono coesistere. Il sito ufficiale SPID dedica una sezione agli italiani all’estero e indica che per richiederlo servono un documento di identità italiano valido, un codice fiscale italiano o certificato di attribuzione, un indirizzo email e un numero di cellulare, anche straniero.

La scelta più prudente, per un italiano residente all’estero, è mantenere entrambi quando possibile: lo SPID può essere comodo per molti accessi online, mentre la CIE è al tempo stesso documento fisico e identità digitale.

La logica non dovrebbe essere “CIE o SPID”, ma CIE e SPID, almeno finché entrambi restano disponibili e utili per accedere ai servizi italiani.

La prima cosa da fare è controllare il documento che hai in mano.

Se hai ancora una carta d’identità cartacea, devi considerare il 3 agosto 2026 come scadenza effettiva. Se hai già una CIE, verifica la data di scadenza e valuta se ti serve anche come identità digitale.

Poi controlla la tua posizione amministrativa: AIRE, indirizzo estero, codice fiscale, stato civile, eventuali atti di nascita trascritti in Italia. Sono elementi che possono sembrare secondari, ma che diventano decisivi quando si chiede un documento italiano dall’estero.

Infine, scegli il canale più pratico:

  • Consolato, se vivi all’estero e non rientri in Italia;
  • Comune italiano, se sei iscritto AIRE e rientri in Italia dopo il 1° giugno 2026;
  • aggiornamento dati prima della richiesta, se la tua posizione AIRE non è allineata.

La novità del 2026 può semplificare la vita a molti italiani all’estero, ma solo se viene gestita per tempo. Il vero rischio non è la norma: è accorgersi troppo tardi che il documento è cartaceo, che l’AIRE non è aggiornata o che la CIE non è stata mai attivata per l’accesso digitale.

Il 2026 segna un passaggio importante per gli italiani residenti all’estero. Da un lato, la carta d’identità cartacea esce definitivamente di scena. Dall’altro, gli iscritti AIRE potranno richiedere la CIE anche presso i Comuni italiani, sfruttando un rientro in Italia invece di dipendere solo dal canale consolare.

È una semplificazione, ma non un automatismo. Per evitare problemi servono dati AIRE aggiornati, codice fiscale validato, documenti corretti e una gestione attenta dei tempi.

Per chi vive fuori dall’Italia, la carta d’identità non è solo un documento da rinnovare: è spesso la chiave per accedere a servizi pubblici, pratiche amministrative, identità digitale e rapporti con l’Italia. Meglio occuparsene prima che diventi un’urgenza.

FAQ

Di norma no. Fast It serve soprattutto per pratiche AIRE e anagrafiche consolari, come iscrizione AIRE o cambio indirizzo. Per prenotare la CIE tramite Consolato bisogna seguire il canale indicato dalla sede consolare, spesso Prenot@mi. Per il Comune italiano, invece, bisogna verificare il sistema di prenotazione usato dal Comune.

Prenot@mi è usato da molte sedi consolari, ma è sempre necessario controllare il sito del proprio Consolato. Alcune sedi possono avere istruzioni specifiche, agende dedicate o modalità particolari.

Dal 1° giugno 2026 gli iscritti AIRE potranno presentare domanda presso qualsiasi Comune italiano. Tuttavia, chi rientra per pochi giorni dovrebbe verificare prima disponibilità dell’appuntamento, tempi di consegna e modalità di ritiro o spedizione.

Sì, dal 1° giugno 2026 la norma consente agli iscritti AIRE di presentare domanda presso qualsiasi Comune italiano. È comunque prudente contattare prima il Comune scelto per verificare le modalità operative.

Se la posizione AIRE, l’indirizzo o i dati anagrafici non sono corretti, la pratica può rallentare o bloccarsi. Prima di chiedere la CIE conviene sistemare la posizione tramite Fast It o secondo le indicazioni del Consolato competente.

No, di norma la CIE non viene stampata direttamente allo sportello come una vecchia carta cartacea. Viene prodotta centralmente e poi consegnata secondo le modalità previste. Per chi vive all’estero o rientra in Italia per pochi giorni, questo aspetto va verificato prima dell’appuntamento.

No, non automaticamente. Per usare la CIE come identità digitale devi attivare le credenziali e utilizzare le modalità previste dal sistema CIE, anche tramite app CieID, smartphone NFC o lettore compatibile.

Non sempre. Molti servizi pubblici consentono l’accesso sia con SPID sia con CIE, ma l’effettiva disponibilità dipende dal singolo portale. Prima di fare affidamento solo sulla CIE, conviene verificare che il servizio online di interesse consenta l’accesso tramite “Entra con CIE”.

No. Non risulta alcuna incompatibilità tra SPID e CIE. Per chi vive all’estero, mantenere entrambi può essere utile per avere più opzioni di accesso ai servizi italiani.

No. La CIE non sostituisce il passaporto per tutti i viaggi extra UE. La carta d’identità può essere valida per l’espatrio negli Stati UE e nei Paesi con cui esistono accordi, ma per molte destinazioni fuori dall’Unione europea resta necessario il passaporto.

Non necessariamente. Il portale ufficiale CIE prevede procedure di assistenza e recupero, in particolare per il PUK. Prima di chiedere un nuovo documento, conviene verificare le opzioni disponibili sul portale CIE o presso l’ufficio che ha rilasciato la carta.

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