MagazineAlbaniaFisco e pensioni

Pensione in Albania: tasse zero e affitti da 300€. L'intervista del settimanale Gente.

La storia di Michele e Anna Maria, da Roma a Valona, raccontata da Gente: quanto costa vivere in Albania, perché la pensione privata arriva al lordo e cosa serve per il permesso di soggiorno.

La risposta in breve

In Albania la pensione privata italiana arriva al lordo, senza tasse, grazie all’art. 18 della Convenzione. A Valona una coppia vive con circa 800 euro al mese. Le pensioni ex INPDAP restano tassate in Italia.

Pensione
+450 €

Al mese per Michele, accreditata al lordo

Spese di coppia
~800 €

Al mese a Valona, contro circa 1.700 in Italia

Permesso
1,2 mln lek

Pensione minima annua, circa 12.000 euro

In questo articolo
Pensi all’Albania?

Un Relocation Expert valuta con te la tua pensione e cosa cambia con il trasferimento.

Prenota il colloquio

Su Gente in edicola questa settimana, l’intervista a Michele Parrinello e Anna Maria Renzi raccolta da Mariella Palermo con il commento del fondatore di Expatria Simone Rummolino. Qui l’analisi completa: numeri reali, regole fiscali aggiornate, errori da evitare.

In sintesi

Trasferirsi in Albania da pensionato consente, ad oggi, di ricevere la pensione privata italiana senza tassazione grazie alla Convenzione Italia–Albania contro le doppie imposizioni (L. 175/1998, art. 18). Il costo della vita si dimezza rispetto all’Italia: affitti vista mare da 300 euro al mese, bollette tra i 60 e i 90 euro, una cena di pesce per due a 24 euro. Servono però una pensione lorda di almeno 1.200.000 lek l’anno (circa 12.000 euro), l’iscrizione AIRE, un permesso di soggiorno specifico (Legge albanese 79/2021, art. 85) e una residenza effettiva di oltre 183 giorni. Le pensioni pubbliche (ex INPDAP, statali, militari) restano tassate in Italia.

C’era un tempo in cui per cercare un futuro migliore bisognava attraversare l’oceano. Oggi, per molti pensionati italiani, bastano i settantun chilometri del Canale d’Otranto. L’America di chi ha appeso al chiodo il cartellino dei lavoratori si chiama Albania, e ha smesso da tempo di essere soltanto la meta dei trapianti di capelli o delle cliniche dentali a basso costo. È diventata, soprattutto, un piano B fiscale per chi in Italia non riesce più ad arrivare a fine mese.

La storia di Michele Parrinello, 67 anni, e Anna Maria Renzi, 65, raccontata in questi giorni sul settimanale Gente da Mariella Palermo, è emblematica. Lei e suo marito hanno lasciato il quartiere romano di Labaro per Valona, sul versante adriatico albanese. Risultato concreto: la pensione di Michele, che in Italia arrivava a 1.507 euro netti dopo le trattenute, oggi viene accreditata al lordo: 1.950 euro. La differenza, 450 euro al mese, fa la quattordicesima di una pensione media italiana. Ogni anno. «Tra affitto, bollette e cibo, prima riuscivamo a stento ad arrivare a metà del mese», racconta Michele. «Oggi quei 450 euro in più ci pagano le spese, qualcosa per uscire e ci avanza pure per mettere da parte».

Il punto, però, non è solo la testimonianza. È che dietro a quel +450 euro c’è un meccanismo fiscale preciso, regolato da una convenzione internazionale del 1998 e da una legge albanese del 2021, che funziona solo se si rispettano alcuni requisiti rigorosi. E che, proprio in questi mesi, sta affrontando la prima vera turbolenza interpretativa. Vediamo punto per punto cosa serve sapere se si sta pensando di fare lo stesso passo.

Albania, paradisi dei pensionati
La pagina di Gente dedicata ai pensionati italiani in Albania, seconda puntata de «I paradisi dei pensionati».

Come si vive davvero a Valona con 1.950 euro al mese?

Michele e Anna Maria hanno scelto Valona per ragioni che mescolano logica economica e qualità della vita. La seconda città dell’Albania, affacciata sull’Adriatico e a poche ore di traghetto da Brindisi, è oggi una delle tre destinazioni preferite dagli italiani che si trasferiscono nel Paese delle Aquile, insieme a Durazzo e Saranda. «Con 350 euro al mese abbiamo affittato un grande bilocale arredato sul viale principale, a quattrocento metri dal mare», spiega Anna Maria. «Fare la spesa nei supermercati costa un po’ meno che in Italia, ma la vera convenienza sono i mercati locali, dove con pochi soldi si comprano ottime frutta, verdura, carne e pesce».

La voce che colpisce di più è quella delle utenze. L’acqua viene dieci euro al mese, la connessione internet con i canali tv italiani in streaming e il piano telefonico mobile insieme costano trenta euro, l’elettricità oscilla tra venti e cinquanta euro anche quando i climatizzatori funzionano dall’alba al tramonto. Per dare un’idea complessiva del risparmio, abbiamo confrontato la spesa mensile tipo di una coppia di pensionati nelle due realtà:

Voce mensileItalia (medio)Albania (Valona)Risparmio
Affitto bilocale arredato700-900 €300-400 €~50%
Spesa alimentare coppia500-600 €250-350 €~45%
Utenze (luce, acqua, internet)180-220 €60-90 €~60%
Cena di pesce per due50-70 €24 €~60%
Totale stimato coppia~1.700 €~800 €~50%

Fonte: elaborazione Expatria su testimonianze dirette e listini Eurostat/ISTAT 2025.

La differenza, su base annua, è di circa 10.800 euro: in pratica un’intera tredicesima moltiplicata per dieci. Su una pensione media italiana il risparmio percentuale supera il 50%, ma su pensioni più basse (intorno ai 1.000-1.200 euro netti) l’incremento del potere d’acquisto può raggiungere il 70-80%, perché in Italia gran parte di quei soldi sarebbe assorbita da affitto e bollette.

Perché la pensione arriva al lordo? La regola dell’articolo 18

Il vero «motore» del trasferimento, quello che trasforma 1.507 euro in 1.950, è da ricercarsi nella Convenzione tra Italia e Albania per evitare le doppie imposizioni, ratificata con la Legge 21 maggio 1998 n. 175, che stabilisce all’articolo 18 che le pensioni private erogate da uno Stato a un residente nell’altro Stato sono tassabili soltanto nel Paese di residenza.

In termini operativi: un pensionato italiano residente fiscalmente in Albania ha diritto a essere tassato solo dall’Albania sulla pensione privata. E la legge albanese, ad oggi, non prevede imposte sui redditi da pensione di fonte estera. Il risultato è una tassazione effettiva pari a zero: l’INPS, dietro presentazione del certificato di residenza fiscale rilasciato dalle autorità albanesi, smette di applicare la ritenuta IRPEF e accredita l’importo lordo direttamente sul conto albanese del pensionato.

Attenzione però: la regola non vale per tutti. L’articolo 19 della stessa Convenzione stabilisce che le pensioni pubbliche — quelle erogate dallo Stato o da sue suddivisioni politico-amministrative — restano tassate in Italia, salvo che il pensionato abbia anche la cittadinanza albanese. Un dettaglio che esclude di fatto chi ha lavorato nella pubblica amministrazione.

Estratto dell’articolo del settimanale Gente sui pensionati italiani in Albania
L’articolo di Gente con la storia di Michele e Anna Maria, da Roma a Valona.

Quali sono i requisiti per il permesso di soggiorno per pensionati?

L’accesso alla residenza albanese da pensionato è regolato dall’articolo 85 della Legge n. 79/2021 «Per gli stranieri», pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale albanese del 18 ottobre 2021 ed entrata in vigore l’anno successivo. Si tratta di un percorso dedicato, distinto rispetto a quello dei nomadi digitali o dei lavoratori, e con requisiti relativamente accessibili rispetto agli standard europei.

Per ottenere il primo permesso — della durata massima di un anno, rinnovabile annualmente — il pensionato straniero deve presentare:

  • una pensione lorda annua di almeno 1.200.000 Lek, pari a circa 12.000 euro al cambio attuale, documentata tramite cedolino tradotto e legalizzato da notaio (apostille per l’Albania);
  • un conto corrente bancario aperto in una banca albanese, sul quale accreditare regolarmente la pensione;
  • un contratto di affitto della durata di almeno dodici mesi registrato davanti a notaio, oppure l’atto di proprietà di un immobile;
  • una polizza sanitaria privata di validità minima annuale (costo medio da 200 a 600 euro);
  • il certificato del casellario giudiziale del Paese di origine (o di quello dove si è risieduto negli ultimi sei mesi);
  • documento valido per l’espatrio (passaporto o carta d’identità valida).

Il permesso di soggiorno per pensionati consente anche il ricongiungimento familiare per il coniuge o convivente non pensionato, ma non dà diritto a svolgere attività economiche o professionali sul territorio albanese: chi vuole continuare a lavorare deve richiedere un titolo differente.

Come funziona la sanità in Albania per i pensionati?

Il capitolo sanità è forse quello che incide di più sulla qualità percepita della vita quotidiana. Il sistema sanitario pubblico albanese non garantisce gli standard a cui un cittadino italiano è abituato, e per ottenere il permesso di soggiorno è comunque obbligatorio stipulare una polizza sanitaria privata. I costi sono accessibili: tra 200 e 600 euro l’anno a persona, in base all’età e alle condizioni pregresse, per una copertura completa presso le principali cliniche private.

«Una delle cose che più ci ha colpito è che curarsi qui costa pochissimo», racconta Anna Maria a Gente. «Di recente ho fatto le analisi del sangue e ho speso dieci euro, una visita specialistica ne costa venti». Le cliniche private albanesi — spesso con personale formato in Europa occidentale — hanno costruito negli anni un’offerta competitiva su odontoiatria, infoltimento capillare, cardiologia, chirurgia oculistica, procreazione medicalmente assistita, con risparmi fino al 70% rispetto all’Italia. Tanto che molti italiani approfittano del soggiorno per fare interventi e check-up programmati che in patria avrebbero rimandato all’infinito.

Come si arriva in Albania: aereo, traghetto o auto?

La vicinanza geografica è uno dei principali vantaggi pratici. L’Albania è raggiungibile dall’Italia in tre modi diversi, ciascuno con i suoi vantaggi:

  • In aereo: voli quotidiani da tutte le principali città italiane verso l’aeroporto internazionale di Tirana, 60-90 minuti di volo. Il nuovo aeroporto internazionale di Valona è in apertura, con i primi voli stagionali annunciati dal 2026 (per ora non dall’Italia): una volta a regime ridurrà i tempi di trasferimento per chi vive sulla costa meridionale.
  • In traghetto: collegamenti regolari da Bari, Brindisi e Ancona verso Durazzo o Valona. Soluzione ideale per chi vuole trasferire l’auto e gli effetti personali.
  • In auto via terra: un viaggio attraverso Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Servono patente di guida, Carta Verde (assicurazione internazionale), passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio.
Il tuo caso
Parla con un Relocation Expert

Se stai valutando l’Albania, partiamo dalla tua pensione e dalla tua situazione per capire cosa cambia con il trasferimento.

Domande frequenti

FAQ

Le pensioni private (INPS da lavoro privato o autonomo) sono tassabili solo nello Stato di residenza in base all’art. 18 della Convenzione Italia-Albania. La legge albanese, ad oggi, non prevede imposte sulle pensioni di fonte estera: l’INPS accredita la pensione al lordo.

Le pensioni pubbliche restano tassate in Italia in base all’art. 19 della Convenzione, salvo che il pensionato abbia anche la cittadinanza albanese.

Una pensione lorda di almeno 1.200.000 lek l’anno, circa 12.000 euro, accreditata su un conto in una banca albanese, oltre a contratto d’affitto o atto di proprietà, assicurazione sanitaria privata e casellario giudiziale.

Secondo la nostra elaborazione, circa 800 euro al mese tra affitto, spesa, utenze e una cena fuori, contro circa 1.700 euro in Italia.

Fonti consultate5 fonti

Le fonti verificate dalla redazione per questo articolo.

Fonti istituzionali

Altre fonti (non istituzionali)

Resta aggiornato: iscriviti alla nostra newsletter

Sei già residente all'estero, ma vuoi rimanere informato sulle tematiche che riguardano gli expat?
Vivi in Italia, ma stai pensando di trasferirti?
Iscriviti alla nostra newsletter: ti invieremo novità curiose, informazioni importanti o aggiornamenti sulle normative vigenti.

* Campo obbligatorio

Dal Magazine

Ultimi articoli

Tutti gli articoli →
Il faro e i bastioni all'ingresso del Grand Harbour di Malta

Malta Retirement Programme: le regole cambiano nel 2027

Dal 1° gennaio 2027 Malta ha un nuovo programma fiscale per i pensionati stranieri: imposta minima a 15.000 euro e soglie più alte sulla casa. Gli status concessi entro il 31 dicembre 2026 continuano ad applicarsi fino al 2031.

Resta aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità.

Resta aggiornato!

Iscriviti alla newsletter di Expatria: ti scriviamo quando cambiano le regole su fisco, pensioni all’estero e trasferimenti.

* Campo obbligatorio