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Visto per nomadi digitali nelle Filippine: requisiti e come richiederlo

Un anno rinnovabile per chi lavora da remoto per clienti esteri: cosa prevede l’Executive Order 86, cosa manca ancora e che cosa significa per la residenza fiscale italiana.

La risposta in breve

Dal 2025 le Filippine offrono un visto di un anno, rinnovabile, a chi lavora da remoto per clienti esteri. Procedura e Paesi ammessi vanno confermati con l’ambasciata; per il fisco italiano restano in black list.

Durata
1 anno

Rinnovabile, ingressi multipli

Base legale
EO 86

Firmato il 24 aprile 2025

Fisco italiano
Black list

Presunzione di residenza in Italia

In questo articolo
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Spiagge, clima tropicale e una lingua, l’inglese, parlata quasi ovunque: le Filippine attirano da anni chi lavora da remoto. Dal 2025 hanno anche un visto dedicato ai nomadi digitali. Ecco che cosa prevede, chi può chiederlo, che cosa manca ancora e cosa significa per il fisco italiano.

Che cos’è il visto per nomadi digitali nelle Filippine?

Il visto è stato istituito con l’Executive Order n. 86 firmato il 24 aprile 2025 ed entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale filippina (Official Gazette). È riservato a chi lavora da remoto esclusivamente per aziende o clienti fuori dalle Filippine e permette di restare nel Paese fino a un anno, con possibilità di rinnovo e ingressi multipli durante la validità.

Il decreto affidava al Dipartimento degli Affari Esteri (DFA) le linee guida attuative entro 30 giorni. Paesi ammessi, tariffe e tempi di esame vanno quindi verificati con l’Ambasciata delle Filippine a Roma prima di presentare la domanda.

Pinagbuyutan Island, a Palawan, nelle Filippine
Pinagbuyutan Island, a Palawan.

Chi può chiedere il visto: i requisiti

L’Executive Order 86 fissa questi requisiti:

EtàAlmeno 18 anni18+
LavoroSolo da remoto, per datori di lavoro o clienti fuori dalle Filippine; vietato lavorare per aziende localiRemoto
RedditoProva di un reddito «sufficiente» prodotto fuori dalle Filippine; il decreto non fissa una cifraEstero
AssicurazioneCopertura sanitaria valida per tutto il soggiornoSalute
Precedenti penaliNessuna condanna e nessuna minaccia alla sicurezza nazionalePenale
ReciprocitàCittadinanza di un Paese che offre un visto per nomadi digitali ai filippini e dove le Filippine hanno una sede diplomaticaReciprocità

La cifra di 24.000 dollari l’anno, indicata nella prima versione di questo articolo e da molti siti, non compare nel decreto. Quanto alla reciprocità, non si tratta di «accordi specifici»: l’Italia prevede un visto per nomadi digitali e lavoratori da remoto aperto ai cittadini extra UE (art. 27, comma 1, lett. q-bis, del Testo unico immigrazione), filippini compresi, e le Filippine hanno un’ambasciata a Roma. Gli italiani dovrebbero quindi rientrare tra i Paesi ammessi: è una nostra lettura, da confermare con l’ambasciata.

Documenti da preparare per la domanda

In attesa delle istruzioni ufficiali, i documenti richiesti di norma per questo tipo di visto sono:

  • passaporto con almeno sei mesi di validità residua;
  • contratti, fatture o altre prove del lavoro da remoto per clienti o aziende estere;
  • documenti che dimostrano il reddito (estratti conto, dichiarazioni dei redditi);
  • polizza sanitaria valida per tutto il soggiorno;
  • certificato penale recente, tradotto e legalizzato se richiesto.

Come si fa la domanda?

Il decreto prevede che la domanda si presenti alla sede diplomatica o consolare filippina competente, quindi per chi vive in Italia all’Ambasciata delle Filippine a Roma. Il portale eVisa Philippines è il canale online del DFA per i visti: prima di raccogliere i documenti conviene verificare con l’ambasciata se la domanda per questo visto passa da lì.

Nomade digitale lavora al computer davanti al mare
Lavorare da remoto per clienti esteri: il presupposto del visto.

Voli dall’Italia alle Filippine

Non ci sono voli diretti tra Italia e Filippine: i collegamenti più comuni partono da Roma Fiumicino e Milano Malpensa con uno scalo, per esempio con Emirates via Dubai, Qatar Airways via Doha o Turkish Airlines via Istanbul. Gli aeroporti d’arrivo più usati sono il Ninoy Aquino International Airport di Manila e il Mactan-Cebu International Airport.

Tasse: che cosa cambia per un italiano?

L’Executive Order 86 non contiene regole fiscali: il trattamento del reddito estero dei titolari del visto dipende dalle regole generali filippine e da eventuali indicazioni future del Bureau of Internal Revenue.

Per un italiano il punto decisivo è un altro. Le Filippine sono nell’elenco del D.M. 4 maggio 1999 degli Stati a fiscalità privilegiata: chi si cancella dall’anagrafe italiana per trasferirsi lì è presunto residente fiscale in Italia, salvo prova contraria (art. 2 TUIR). In pratica, chi resta legato all’Italia per casa, famiglia o lavoro continua a pagare le tasse italiane su tutto il reddito, anche con il visto filippino.

La soluzione: prima di iscriversi all’AIRE, documentare il trasferimento effettivo (contratto d’affitto, utenze, conto locale, presenza fisica) e valutare con un fiscalista la prova contraria richiesta dalla presunzione.

Costo della vita e coworking

Le Filippine sono note per un costo della vita contenuto rispetto all’Italia. Nelle città principali ci sono molti spazi di coworking, per esempio Clock In e Acceler8 a Manila e The Company a Cebu. La qualità della connessione cambia molto da zona a zona.

Grattacieli sul lungomare in una città delle Filippine
I nomadi digitali scelgono spesso le grandi città, come Manila e Cebu.

Comunità locali, cultura e vita quotidiana

I nomadi digitali scelgono soprattutto Manila, Cebu, Siargao e Davao, dove ci sono comunità attive, eventi di networking, workshop e incontri che facilitano amicizie e collaborazioni. La vita nelle Filippine è segnata dalla grande ospitalità delle persone, da una natura spettacolare, tra spiagge tropicali e montagne verdi, e dall’ampia diffusione dell’inglese, che semplifica la vita quotidiana.

Consigli pratici
  • Verificare la qualità della connessione internet prima di scegliere dove vivere.
  • Informarsi sul clima, in particolare sulla stagione delle piogge e dei tifoni.
  • Scegliere un’assicurazione sanitaria completa, che copra emergenze e rimpatrio.
Terrazze di riso di Banaue nelle Filippine
Le terrazze di riso di Banaue, sull’isola di Luzon.

Con il nuovo visto le Filippine possono diventare una base interessante per chi lavora in remoto, a patto di verificare con l’ambasciata procedura e requisiti e di gestire con attenzione la residenza fiscale italiana.

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Domande frequenti

FAQ

Il visto è riservato ai cittadini di Paesi che offrono un visto per nomadi digitali ai filippini e dove le Filippine hanno una sede diplomatica. L’Italia ha un visto di questo tipo e le Filippine hanno un’ambasciata a Roma: l’ammissione degli italiani va comunque confermata dall’ambasciata.

L’Executive Order 86 chiede la prova di un reddito sufficiente prodotto fuori dalle Filippine, senza indicare una cifra. I 24.000 dollari l’anno citati da molti siti non compaiono nel decreto. Conviene preparare prove di reddito stabili e documentate.

No, il visto non cambia da solo la residenza fiscale. Le Filippine sono nella black list del D.M. 4 maggio 1999: chi si trasferisce lì cancellandosi dall’anagrafe è presunto residente in Italia, salvo prova contraria. Serve un trasferimento effettivo e documentato.

No. Il visto è riservato a chi lavora da remoto per datori di lavoro o clienti fuori dalle Filippine. Lavorare per un’azienda locale o avviare un’attività nel Paese richiede un altro tipo di visto e permesso di lavoro.

Fonti consultate4 fonti ufficiali

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